Pagina:Andrea da Barberino - Guerino detto il Meschino, 1841.djvu/331

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capitolo xxviii. 251

dunate le sue cose stette tre dì, e ogni mattina ringraziava Dio, e diceva i sette Salmi penitenziali, e molte altre orazioni, e diceva sempre: «Gesù Cristo Nazareno, aiutami!» E così stette sino al terzo giorno, e la mattina, dette le sue orazioni, cominciò ad avere paura, raccomandandosi a Dio che non lo lasciasse perire. Veramente a lui pareva essere in un gran labirinto più oscuro di quello che fu fatto in Creta al Minotauro divoratore degli Atenissi tributarii di Minos.

Essendo l’ultimo giorno, ora di mezzodì, disse il Meschino che venne una damigella e dissegli: — O cavaliero, perchè non ti dimentichi, per forza a noi conviene, per la divina provvidenza, di mostrarti l’ora e il punto ch’è dell’uscire, e però non ti dimenticare; vieni appresso di me ch’io ti mostrerò la porta di queste abitazioni». Egli laudò Dio, ed andò con lei pieno di allegrezza. Ella lo menò per un cortile dov’ei riconobbe esservi passato quando vi entrò, e dice che in tutto quell’anno non vide mai quel cortile, nè la porta alla quale essi giunsero, perchè l’avrebbe molte volte avuto in pensiero. Ma la gran forza d’incantesimi non gli lasciava vedere niente, e quella damigella le disse, che s’ei voleva rimanere, gli farebbe perdonare alla Fata. Ancora s’ingegnava d’ingannarlo; ma egli disse:

— Piuttosto voglio morire ch’essere giudicato in questo luogo con lei».

— Ella soggiunse: Se tu uscirai, tutto in cenere diventerai».

— Rispose: Non ti venga pietà di me più di quello che ho io a me medesimo, imperocchè la carità, la fede e la speranza che ho in Gesù Nazareno, mi caverà sano e allegro da questo brutto luogo, voglio più presto stare alla speranza di Dio che in tanto vituperio, quanto state voi; ora aprimi la porta!» Ed ella stette ancora un poco, poi aperse provando col dito. Egli gridò:

— Domani io voglio andare a trovare Macco, cambiato di così bella figura in così brutto serpente». Ella aperse la porta, ed egli allegro saltò fuori. Ella disse:

— Va, che non possa trovare la tua generazione!» Guerino rispose: