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capitolo xxx. 239
Guerino detto il Meschino p0017a.png


CAPITOLO XXXI.


Il Guerino partitosi da Roma, va a San Giacomo di Galizia.


Benchè il Meschino due parti del mondo avesse già cercato, molto più gli piacque questa terza che è l’Europa, dopo avere cercato l’India, la Persia, la Soria, e quasi tutte le provincie d’Asia, e d’Affrica, e molto gli parve bella l’Italia fra le altre province e reami d’Europa. Partito da Roma passò la Toscana, la Lombardia e il Piemonte, e giunse in Savoia, e poi nel Delfinato e andò a Sant’Antonio di Vienna, poi passò per la Provenza e andò in Avignone, ed a Mompellieri ed a Tolosa, e passò i monti Pirenei, e giunse a Merlieri in Guascogna, e giunto al fiume detto Garona, lasciò la strada di San Giacomo, e volle andar a vedere la città detta Salvatera. Per questa via si va a Murlan, poi passò le montagne, e giunse a Burges, poi andò all’Apalina ed alla Stella, ed a Veneta, e quando si partì da Veneta fu alquanto travagliato da’ malandrini, e molti ne fece morire.

Partito il Meschino dalla città di Veneta per andare al regno di Spagna, giunse ad un fiume chiamato Ibero, e trovato un picciolo borgo di case e un picciolo albergo, si fermò e domandò all’oste se aveva da mangiare. L’oste disse che aveva mal da mangiare e peggio da bere: per cagione di certi malandrini che