Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/294

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imparato da cadaun d’essi, e da Antonino Pio suo padre per adozione, e da vari altri o grammatici, o oratori, o filosofi, fra’ quali specialmente amò ed ascoltò il suddetto Giunio Rustico1203. Abbiam da Capitolino, che Marco Aurelio, allorchè gli morì un di coloro che aveano avuta cura della sua educazione, ne pianse; e perchè i cortigiani si facevano beffe di questa sua tenerezza di cuore, Antonino Pio Augusto disse loro: Lasciatelo fare, perchè anche i saggi sono uomini; nè la filosofia, nè l’imperio estinguono gli affetti nostri. Da tutti questi maestri apprese Marco Aurelio qualche cosa di profittevole per ben vivere, badando ai lor documenti o all’esempio loro: con che giovane ancora si avvezzò a tenere in freno il corpo, menando una vita dura, fuggendo ogni delizia, leggendo, faticando, e attendendo agli affari occorrenti. Con così bel preparamento adunque, e con tale corteggio di virtù fu Marco Aurelio adottato per figliuolo da Antonino Pio, e divenne suo genero, con isposar Faustina, unica figliuola di lui, da cui ebbe poi varie figliuole. Essa in questo medesimo anno, dacchè il marito era divenuto imperadore, gli partorì due gemelli nel dì 31 d’agosto, l’uno de’ quali fu Commodo, figliuolo indegno di sì buon padre, e che avrà luogo fra gli abbominevoli Augusti. Altri maschi nacquero da tal matrimonio, ma niun d’essi sopravvisse al padre. Dappoichè ebbe Antonino Pio fatto fine alla sua vita, il senato dichiarò imperadore Augusto il solo Marco Aurelio; ma egli con un atto di magnanimità, che non avea, e non avrà forse esempio, benchè Lucio Elio Commodo non fosse a lui attinente per alcuna parentela di sangue, ma solamente per titolo di adozione gli fosse fratello; pure il volle1204 per suo collega nello imperio, e gli conferì i titoli d’Imperatore e d’Augusto, e la podestà tribunizia e proconsolare; il che fu cosa non più veduta; cioè due Augusti nel medesimo tempo. Ritenne per sè il pontificato massimo, e il cognome di Antonino, cedendo a lui il suo proprio, cioè quello di Vero; di modo che egli da lì innanzi fu appellato1205 Marco Aurelio Antonino, e l’altro Lucio Aurelio Vero, o Lucio Vero. Il dirsi da Dione1206, o pur da Zonara1207, che Marco Aurelio s’indusse a risoluzion tale, perchè egli era debile di complessione, e voleva attendere ai suoi studi, laddove Lucio Vero era giovane robusto, e più atto alle fatiche della milizia, nol so io credere vero. Se Marco Aurelio non si attentasse a fare il mestier della guerra, e si perdesse fra i libri, lo vedremo andando innanzi. Aristide1208, famoso sofista di questi tempi, in una delle sue orazioni, esalta forte, come un’azione la più grande che potesse mai farsi, l’avere Marco Aurelio spontaneamente, e senza far caso de’ figliuoli che poteano nascere da Lucio Vero, voluto eleggerlo per suo collega nell’imperio. Egli sì dice il vero. La virtù sola di Marco Aurelio e la sola grandezza dell’animo suo potè giungere a tanto; e la virtù quella fu che fece poi camminar concordi questi due fratelli Augusti, benchè in Lucio abbondassero i difetti, siccome diremo. A lui promise ancora1209 Marco Aurelio in moglie Lucilla sua figliuola, non per anche atta alle nozze, che vedremo effettuate a suo tempo. Andarono poscia amendue questi Augusti al quartiere de’ soldati pretoriani, promisero ad essi il consueto regalo, e agli altri soldati a proporzione. Vicena millia nummum singulis promiserunt militibus, si legge nel testo di Capitolino. Temo io dello sbaglio in sì fatta espressione, perchè vien creduto che sieno quattrocento scudi romani per testa: somma, che a’ dì nostri fa paura, perchè si trattava di