Pagina:Annali overo Croniche di Trento.djvu/111

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84 Delle Croniche di Trento

petavano, che si persuadesse quel Tirano esser lecito rompere ogni fede, & legge naturale per arrivare all’ultimo scopo di regnare, forse anco tanti ci accordoglia, & afflige (dissero) per essergli venuto all’orecchie, che noi, siamo sempre stati amici alla tua Altezza, & tuoi antenati. Sa ogn’uno della Germania con quante forze, & stratageme si sian affaticati gli Bavari in qual si voglia età per distrugere, e finire ò almeno abbassare da tant’altezza la sua famiglia, per l’heroiche sue virtù resa famosa, & illustre.

Te principalmente deve movere à prendere l’armi contra questo giovine nemico implacabile d’ambi gli nostri stati, l’affronto, & torto ricevuto da Lodovico, Padre di lui, qual fù necessitato da tutti gli Prencipi Alemani à deporre la Corona Imperiale alle felice memoria del tuo genitore. [Lodovico Re di Baviera] Ne già t’imaginare, che l’ombra di Lodovico il Padre, & la sua discendenza tutta, sij giamai per quietarsi, ne l’Austria per sperare riposo, fin tanto che un solo si trovarà della di lui famiglia. Considera che gli Bavari emuli delli Austriaci sempre ti terran in brighe, non ti permetteranno una momentanea quiete, non tanto per l’antico odio, quanto per l’invidia della tua gloria. Non vede la tua Altezza, questo giovine, vampante fiamme d’eccessiva cupidigia, anhelante novi Regni, giungere sempre nova materia à novo foco? Poco fà soggiogò il Contado del Tirolo, hora Trento, non passarà molto che assediarà altre Città. Facesse Dio, che imitasse le pedate d’Henrico primo Imperatore della famiglia Bavara, questo si santantente visse che Dio con miracoli nella morte comprobò la sua illibata vita. Habbiamo in riverenza tanti chiarissimi Imperatori, facciamo gran stima, & honoriamo tanti Re usciti di quella Casa, quale con gran prudenza, & gloria da Garibaldo tenerono il scettro de Longobardi, fino à Desiderio ultimo loro Re. Ci siamo allegrati, che Lodovico padre di costui sij morto, la sua potenza n’era molto suspetta: Non habbiamo in odio questo come Bavaro, ma come un’altro incendiario, & commotore di guerre. Lo abboriamo perche ci ha involata la nostra primiera libertà. Non si sono persi gli Trentini per loro negligenza, manco per essersi effeminati ne’ lussi, & bagordi, ma per destino, & sua mala sorte, ò per infortunio della loro Città. Tentarono d’ogni parte aiuti, non hebbe ardire alcuna Città, ò Prencipe darci soccorso, contra un giovine tanto insuperbito, per gli novi acquisti. Solo sei restato al quale potiam havere il nostro ricorso. Non conosciamo altri mercè la tua singolar virtù, che nel maneggiar l’armi possi es-