Pagina:Annali overo Croniche di Trento.djvu/144

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Libro Sesto. 117


Fece la sua entrata nella Città, & fù ricevuto con gran applauso, & apparato il giorno di San Matteo Apostolo, ove adornato della Mitra, ricevette in suo governo la Chiesa Trentina. Questo essendo in Roma, frequentava, per sua spetial devotione nella Beata Vergine, la Chiesa di Santa Maria dal popolo, & ivi con ogni spirito di devotione adorava l’imagine di quella, qual in quel tempo con singolar pietà vien da tutti honorata, & riverita. E pittura di San Luca Evangelista, qual nel depingere, credesi, non haver havuto, chi gli togliesse il vanto, giuraresti, quando ti fosse concesso il vederla, esser quella una pittura celeste, formò tal ritrattno dal medesimo originale d’essa Madonna Santiss. quando viva sovente con proprij occhi la vedea, pare habbi in quello non solo imitati gli lineamenti, & figura della sudetta Beatissima Vergine, ma in oltre habbi trasportata, & infusa l’istessa di lei anima.

E verisimile, & lo dobbiamo credere, che nel corpo di quella Regina sovrana sijno state unite, & compendiate tutte le singolarità di bellezza, sparse nell’altre donne, in grado eminente. Era da tutte le parti tanto perfetto, che pareva havesse spogliata la stessa natura. Et come che questa, non havesse, onde con larga mano più potesse ad altre concedere, in quello solo pareva havesse impiegato ogni potere, in concedergli prodigamente quanto si ritrovava havere, presaga dover esser quello il castissimo habitacolo del nostro benedetto Salvatore. Quindi havendo Luca Santo, eccellente, & fidel Pittore, con diligente occhio contemplato, & osservato tutti gli lineamenti, & bellezze del corpo bellissimo della Beatissima Vergine, bisogna confessare, haver da quel vivo esempio transportata ogni venustà in quella muta tavola.

Desiderando dunque Giovanni haver copia di quella pittura di Paradiso, come da primo originale, qual rappresentasse al vivo una tal eccellente, & Divina bellezza, ricercò eggregio Pittore, & ne fece venire uno con spese considerabili di lontani paesi, qual haveva inteso, esser dotato di special dono nel ritrare, massime figure di donne, & che in ciò non haveva pari. Volse soggetto eminente in questo particolare, acciò quello, che tanto bramava fosse con ogni eccellenza, & pontualità eseguito. Questi usò tanta diligenza in quel ritratto, tanto s’affaticò, che parve impiegasse in quello tutte le forze della pittura, finalmente diede l’opera perfetta in tal modo, che parve fosse animata non dipinta. [Ritratto della Vergine] Quelli che la rimiravano, attoniti dell’artificio del Pittore, credendola animata, sospendevano l’animo, contemplando quel volto,