Pagina:Annali overo Croniche di Trento.djvu/152

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Libro Sesto. 125

gliato quel tenero corpo, quelli scorticati Hebrei, misero in opra la lor mal nata rabbia, è acciò l’inusitato modo di morte satiasse l’Hebraica fierezza, stracciavano con inaudita crudeltà, & con estrema insolenza di viso, schernimenti di corpo, & inaudite villanie, quelle tenerelle membra. Sentite per ordine il successo.

Samuele fù il primo che assalì l’inimico, prese egli il drappo di lino, che gli pendeva dalla centura, con cui ligate, chiuse, & strette le fauci del fanciullo, lo strinse insieme, acciò non potesse dar voce di doloroso pianto, altri poi lo tenevano, chi per le mani, chi per gli piedi. Indi il scelerato, & malvaggio huomo, come volesse scanare una fiera, sfodrato il coltello, qual al giorno d’hoggi si mostra ancora insanguinato; trapassò con quello la cima della vergeta puerile, presa poi la forbice, gli taglio la destra guancia, fino al barbuccio, & tagliata una particella di carne, la ripose in un bicchiero; ivi per tal effetto preparato; à questo seguitarono altri ordinatamente, secondo richiedeva il lor grado, & dignità, cedendosi, & porgendosi scambievolmente il commando l’un l’altro, per far il medemo; con esecrabil crudeltà tagliavano ciascuno dalla stesa ferita pezzetti di carne, quest’officio però non era concesso à tutti ma solo alli primati. Era ad altri commesso racogliere il sangue sparso, & che stillava dalle piaghe, ad altri stendere gli membri del corpo, ad altri il preparare altre cose; occorrendo poi mentre il paziente era tormentato ralentarsi il laccio, con cui haveva chiusa, & stretta la gola, acciò non facesse strepito con gridi, subito quelli carnefici gli metevano le mani alla gola, & gli soffocavano gli spiriti.

Doppo haver tutti, ciascuno conforme il suo ingegno, usata ogni diligenza, & fatica, (di già era tagliata tanta carne, quanta farebbe, & più la rotondità d’un ovo) senza dimora s’accingono per maggiori, & più crudeli tormenti. [Crudeltà de Giudei.] Moisè, dico quel maledetto, & scommunicato vecchio, quel sporco, che professava saper il giorno nel quale sarebbe nato il Messia, il che mai sarà, essendo gia nato, & non vedeva il miserabile il giorno della sua morte infame, qual in breve gli soprastava, scaltro nelli tormenti, (quali però erano per coronare, & condure Simone, Beato alli Chori de Vergini, & Martiri) lo prese per un genocchio, e con mani sacrilege se lo distese sopra li suoi propri, e sedendo come prima stava, col medemo fero gli tagliò le parli esterne del schinco, fra la polpa della gamba, & l’osso di quella, doppò il qual seguendo poi gli altri Seniori, secondo il lor grado, a ministerio tanto infame,