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72 Delle Croniche di Trento

tione Divina aggravato d’infermità in Acaron, qual anco è detta Cesarea, Città di Palestina, & poco di poi diede l’ultimo spirito l’anno di nostro Signore 1218.

Finalmente è nella Chiesa di Santa Maria, hospitio della natione Thedesca, doppò diversi incontri, & pericoli della Terra, & Mare se ne riposa.

Non passò molto che la fama divulgò la morte, di questo Vescovo per tutto. Gli Trentini publicarono il giorno lugubre, & infelice, nel quale avenne si grave perdita alla lor Republica. [Adelpreto 3. Vesc. 75.] Ancora non eran cessati gli lamenti, le lacrime, & singulti, quando in luogo di Federico fù confecra to Adelpreto terzo di Ravenstain, qual in absenza del defonto haveva havuto il governo. Vogliono che gli suoi maggiori fossero di nobil prosapia, e che habitassero sopra Bolgiano in un Castello detto Ravestain, hora rifarcito da Sigismondo Gersello. Questo amministrò la Chiesa Trentina sei anni, poi restò vacante.

[Gerardo Ves. 76.] Fù à pieni voti assonto à tal dignità, mancato Adelpreto, Gerardo Cremonese. Di questo Vescovo altro di momento, & consideratione non s’hà, se non che solamente aggiungesse alla Chiesa di Trento la Casa Episcopale di Bolgiano, comprata col publico danaro dal Conte del Tirolo. Lasciò questa vita mortale l’anno 12. del suo Vescovato. Da questo tempo cominciarono gl’interessi Trentini à ricadere, & sempre più si facevano sentire le perturbationi. [Aldrigetto Vesc. 77.] Doppò Gerardo fù datta la auttorità del Pontificato Trentino ad Aldrigetto da Campo, tal era il cognome della sua famiglia, in quel tempo potente, si per ricchezze, come per la gratia appresso de Prencipi. Accettò la carica con universal gusto del Clero: Occorsero sotto il governo di questo, gran aversità & travagli. Visse nell’officio 17. anni [Engnomo Vesc. 78.] successe Engnomo, ò Egeno come altri vogliono, Conte d’Epiano, hebbe governo infelicissimo fosse per sua disgratia, ò della Patria, era chiaro per dottrina, non puote però impedire gli gravi torti, & levare pregiuditij dalla sua Chiesa.

[Ezelino] Li Veronesi, cosi vien lasciato à memoria de posteri, in quel tempo con inganni, astutie, & favore di Ezelino da Castel Romano, [Gli Veronesi assaltano Trento.] venero con buon Esercito ne’ confini di Trento, & superate le difficultà de Monti assalirono la Città, l’assediarono, la presero per forza , & con ogni hostilità la misero à saccomano. Nou restò da tanta calamità libero luogo, ò persona. Travagliarono tutto il Territorio del Vescovato, rubbando, & disertando quan-