Pagina:Arabella.djvu/298

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ingannate: il cuore non le diceva nulla contro di lui. Il cuore, anche lui, non cercava che un documento di più per la sua liberazione.

Gli avvenimenti si erano inseguiti e incalzati con tanta rapidità, che essa non ebbe quasi il tempo di riflettere sulle conseguenze del suo passo. Sentiva in un modo duro e violento che in qualunque maniera l’opera sua in quella casa era finita, che non avrebbe potuto più mangiarne il pane senza rimorso e senza nausea; che il bene non può in nessuna maniera derivare dal male, come la luce non può derivare dalle tenebre. A codesta gente essa aveva ormai sacrificato più di quel che avesse ricevuto o potuto ricevere. I denari si possono trovare e restituire, ma nessuno ti renderà mai la fede che t’ha rubata e messa sotto i piedi.

Dio solo onniveggente e misericordioso avrebbe potuto dire a qual prezzo essa aveva pagata la beneficenza fatta da questa gente alla sua famiglia; la coppa della pazienza era esaurita o non dava che fiele.

Uscì dunque non tanto per respirare l’oltraggio, quanto per sentire fin dove una donna può essere oltraggiata, come il malato desidera che gli portino uno specchio per la curiosità di vedersi livido e consumato dal suo male.

Era la prima volta che usciva sola di sera: e al primo trovarsi in mezzo alla gente, sotto le luci vive delle botteghe, si sentì come travolta da un vortice pauroso. Nell’esaltazione del suo sentimento essa non capiva se avesse ceduto all’impeto d’una passione o all’insidia di una tentazione.

Due volte una voce interna le comandò di tornare