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150 G. Ricci

e xiv. Questa d’altra parte è l’epoca, in cui, anche nelle altre città italiane, che si reggevano a sistema più libero, le Arti acquistano importanza, per quella lotta iniziata dalla democratica borghesia contro la nobiltà e contro i regimi aristocratici. In Roma si erano impegnate lotte già da buona pezza: vi erano state ribellioni al pontefice, mutazioni nel comune e riforme democratiche. Cosi si giunge al tempo, in cui è chiamato alla dignità senatoriale Brancaleone degli Andalò (1252). Egli, venendo da Bologna, che tanto già di libertà aveva acquistata ed era florida per leggi ed istituzioni, non potea non far sentire l’influsso di quella vita anche in Roma, dove il terreno era già da tempo apparecchiato. Sotto di lui infatti dovette avvenire un serio riordinamento delle corporazioni delle Arti, che fino ad ora aveano menato languida vita per rispetto alla partecipazione al movimento politico. Nel 1255, terzo anno del governo di Brancaleone, la «Mercatantia se cohadunavit» 1, cioè fece un’Arte sola con le Arti affini; e non è improbabile che anche in tale epoca avvenisse pure una cohadunatio, una riorganizzazione dell’Arte dei bobactcrii i cui consoli poco appresso vediamo menzionati accanto ai consoli dei mercanti negli stessi statuti di questi. La cresciuta potenza di queste Arti, Y interesse economico, che ciascuna poteva ormai da sé stessa tutelare, il terreno acconcio ad una riforma per le innovazioni democratiche di Brancaleone, ci persuadono ad accettare quella data. Che essa infatti segni un momento unportante di evoluzione per la storia delle Arti è evidente dal fatto che negli statuti dei mercanti (§ 14) si fa una precisa distinzione, nel definire la giurisdizione dei consoli, tra le questioni mercantili a partire dall’anno 1255, e le a quaestiones praeteritae ante tempus quo Mercatantia se cohadunavit »; la quale espressione fa conoscere come quel-

  1. Stat. dei merc. § 14.