Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/173

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rassegna bibliografica 169

il capo–d’anno del 1618 mandava alla madre «il suo ritratto, in piccola forma, dentro una cassetta con diamanti; e la regina una collana molto ben lavorata. Madama di Luynes le inviava ancora essa non so quale presente: nel resto la trattenevano con buone parole»1. Non erano bensì che buone parole. Ed essendo sopraggiunte nuove difficoltà onde liberamente disporre di que’ suoi danari in Roma, Maria de’ Medici risolveva di appigliarsi a partiti più risoluti; e il Nunzio ne scriveva: «Al signor di Cademet, fratello di Luynes, che tornò ultimamente da Blois, parlò la regina madre con termini molto chiari e risoluti, d’aver animo di voler venire in ogni modo a Parigi; dolendosi in molti modi, e dicendo che ciò non poteva esserle negato; e che qua non avrebbe preteso altro che di vedere i suoi figliuoli, senza ingerirsi in cosa alcuna del governo. Onde qui sono entrati in grandissimo sospetto che la regina non abbia parlato in questa maniera, senza fondamento di corrispondenze grandi ch’ella abbia in Parigi. Hanno per ciò inviato a Blois il signor di Rossi, persona di qualità, per levar la Regina da questo pensiero, e con ordine di parlarle chiaro. Ma perchè, come ho detto, si dubita di pratiche in Parigi, si è mandato di più certo numero di cavalli sul cammino che va a Blois, affin d’impedire per forza la regina che non venga in corte, quando pur si ostinasse a voler venirci in ogni maniera. Questo parlar della regina, e queste altre risoluzioni, hanno fatto qui una commozione grande; massime che, conforme all’instabilità solita di questi cervelli, ognuno qui ora vorrebbe veder novità, e sono stracchi di questi nuovi favoriti e del governo presente, onde molti desiderano la regina madre. La quale, se pur si risolvesse di venire, darebbe qui da pensare; perchè il farle forza renderebbe più compassionevole la sua causa e più odiosa quella de’ favoriti: e questo è stato un astuto consiglio» 2. Que’ cavalli sul cammino di Blois davano a pensare alla regina; e il re avendole dato speranza che presto l’avrebbe veduta3, essa alquanto pareva si rimettesse di quelle sue fiere risoluzioni; ma le ripigliava poco dipoi, per il proces-

  1. Lett. 944, del 2 febbraio 1618.
  2. Lett. 974, del 26 febbraio 1618.
  3. Lett. 1005, del 14 marzo.