Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/510

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216 sul riordinamento degli archivi

le varie amministrazioni paesane, mostrando come, oltre al risparmio e al vantaggio della conservazione, i vari amministratori potranno avere chi sappia loro indicare, leggere e trascrivere i documenti; e gli amministrati, nella buona conservazione delle carte avranno meglio tutelati i propri interessi. E anche dall’essere raccolti e ordinati i monumenti della storia di una città, di una terra, due buone cose sono sperabili: la prima che gli enti morali di cui parla V. E. nello stesso quinto quesito, e che costringere non si potrebbero, vengano a depositarvi spontanei i loro documenti, o sentano meglio il dovere di conservarli in modo condegno; l’altra che un uomo di cuore e di mente (sia pur ancora da nascere) trovando la materia pronta, si risolva a scrivere la storia del suo municipio. Ma l’ordinamento degli archivi comunali non può essere abbandonato al caso. Però bisogna che siano date norme così per l’assettamento delle carte come per la compilazione degli inventari; e queste norme non possono venire che dalle soprintendenze degli archivi di Stato, presso le quali, dentro un certo tempo, dovranno essere depositati anche gl’inventari. Cosi avrà il Governo una garanzia della conservazione de’ documenti; gli studiosi che frequentano gli archivi centrali potranno conoscere quanto alle loro indagini protitterebbe una visita a qualche archivio municipale; e i soprintendenti nell’aiutare le pubblicazioni con i lavori d’archivio, le Deputazioni di storia nel darvi mano, avranno grandi sussidi. Che se vi saranno Comuni di piccola importanza, scarsi di documenti come di rendite, il Governo li inviterà a depositare ciò che hanno nell’archivio di quel Comune maggiore a cui sono più legati per relazioni storiche o amministrative. La Commissione ha detto invitare; ma i documenti vanno salvati ad ogni costo. Perciò il Comune bisognerà che a una delle due si adatti: o depositare come è detto provvedere da sè.

Alla conservazione degli archivi si riferisce il quesito ottavo: «Potrebbero riunirsi alcuni archivi e quali?» e la Commissione risponde qui subito, anche perchè in parte vi ha risposto; o sia che riunire s’intenda per concentrare, o sia che si prenda per sottoporre ad una stessa soprintendenza. Il concentrare si è già lodato così in vista dell’economia e del servizio amministrativo, come pei vantaggi che ne possono ritrarre gli studi; lodato e proposto.

Ed è pure un concentrare quel deposito o versamento (come lo dicono) di carte che di tempo in tempo si fa dalle amministrazioni nell’archivio centrale, in forza di ordini che la Commissione ha trovati quasi generali in Italia e che vedrebbe ben fatto di conservare ed estendere. Senza poi dar norme vorrebbe che almeno si badasse a tre cose: che i depositi non si facessero più frequenti di