Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/512

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218 sul riordinamento degli archivi

nel campo delle passioni fu agitata fieramente in Francia in questi anni; e le passioni erano incapaci a risolverla. La Commissione non vuol farne causa di piato tra bibliotecari e archivisti; ma desidera che il Governo gli inviti a mettersi d’accordo pel vantaggio comune. Però quando un’evidente lacuna si può riempire, si deve: e così dagli archivi ritireranno le biblioteche que’ manoscritti che vi stanno come a disagio. Di questo (vuole la Commissione ricordarlo) ebbe a occuparsi il Congres.-o internazionale di statistica tenuto in Firenze nell’ottobre del 1867 dove alla questione degli archivi fu data molta importanza.

Svolto così minutamente l’ottavo quesito sotto l’aspetto del riunire, inteso nel senso di concentrare o di riporre al suo luogo i documenti, la Commissione ha preso a considerarlo nell’altro significato.

E in quanto al porre sotto le soprintendenze degli archivi di Stato altri archivi, già la Commissione ha detto dei provinciali. Vorrebbe qui dire de’ notarili, su’ quali ha pure portato l’esame. Ma oltrechè i notarili per la massima parte dipendono da un altro Ministero, hanno discipline così proprie, sono così diversamente governati nelle varie Provincie del Regno, hanno così stretta attinenza coll’ufficio del notariato (il quale aspetta dal Parlamento una legge uniforme) che la Commissione ha giudicato di non doverne parlare, se non in quanto concerne alla erudizione e alla storia.

Qual tesoro siano i protocolli de’ notari che dal secolo xii vengono al xvi, per gli studi della economia pubblica, della storia genealogica, della topografia, de’ costumi e via discorrendo, non può dirlo se non chi abbia preso a spogliarli con lunga pazienza; e la Commissione non dubita d’affermare, che per essere stati fin ora meno cercati degli altri archivi, sarebbero i notarili come una fonte novissima di cognizioni storiche, e che per essere in alcuni luoghi i più antichi documenti superstiti, co’ rogiti de’ notari si potrebbe in qualche parte supplire al difetto delle prime memorie municipali. Imperocchè se oggi il notaro è molto negli usi privati, nel medio evo era tutto ne’ privati e ne’ pubblici; cancelliere de’ Comuni, segretario de’ principi e degli oratori, giudice coi potestà e i capitani, attuario di tutti gli uffici, conestabile delle genti d’arme; e nelle sue imbreviature, con gli atti domestici dei cittadini, registrava talora anche quelli della Repubblica. È quindi un voto della Commissione, che gli archivi notarili eziandio (che quasi tutti dipendono dal Ministro Guardasigilli). almeno per i documenti de’primi cinque secoli (xii-xvi) siano resi accessibili agli studiosi, dai quali si potrebbe richiedere per maggiore guarentigia che fossero presentati dai soprintendenti agli archivi di Stato. E detto questo degli archivi notarili, la Commissione non ha da rispondere all’ultimo quesito.