Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/116

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112 rassegna bibliografica

sola religione affin di renderla più potente. La frazione della Lega mirava ad escludere in ogni modo il successore, ad annientare gli Ugonotti, ad appropriarsi i loro beni. Essa ora molto più attaccata all’idea universale relii che non all’idea speciale francese, più al re di Spagna non al proprio sovrano». Non va soggetto a dubbio, chi dei due approfittasse della misura del papa, il quale in tal modo trovossi aver conseguito il contrario di ciò che era nella sua intenzione. L’errore però di Sisto (plinto, lontano dal teatro degli intrighi ed allora inesperto in politica, non deve recar meraviglia, considerando durante quanto tempo Enrico III arrampicossi a un simulacro di speranza di moderare gli Ugonotti, di dominare i Guisa e di dar corpo alla sua idea cattolica e governativa.

VI. Gli avvenimenti degli anni 1586-1588 dimostrano quanto fossero fallaci le speranze del papa e del re. Tali avvenimenti giunsero al loro apogeo nella giornata delle barricate, 12 maggio 1588, e nella sottomissione del re evaso da Parigi, per la quale Enrico di Guisa riunì in mano sua, nel dì 20 luglio, l’intera autorità militare nel regno. Ora riesce tacile farsi una giusta idea della situazione e delle angustie di Sisto quinto in questo periodo di penosa agitazione, mentre esso trovossi posto in mezzo tra il suo dovere, qual capo della Chiesa, e Filippo II; tra la guerra civile, dalla quale temeva risultasse la vittoria degli Ugonotti, e lo smembramento della Francia. A Roma, Filippo II fece di tutto, onde impedire la riconciliazione della S. Sede col re di Navarra mediante la conversione del medesimo già messa sul tappeto nel 1580, ma dal monarca spagnuolo screditata quale strattagemma. Ei non lasciò al pontefice ombra di dubbio sulle proprie intenzioni. «Informerete il papa, tali sono le sue parole in un dispaccio al conte d’Olivares in data del 15 settembre 1586, come, anzichè piegarmi a una eventualità, la quale esporrebbe gli Stati miei all’infezione eretica (cioè la successione del re di Navarra, da Filippo chiamato principe di Bearn), mi troverei costretto ad aiutare i cattolici francesi, acciò non vengano oppressi. Ne sarebbero conseguenza dissensioni e guerre civili, e forse lo smembramento delle forze e del potere del regno, il quale, essendo unito e cat-