Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/118

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114 rassegna bibliografica

perchè era suo suddito, né alcun poteva se non laudare quest’atto. Il secondo atto che fece il duca fu di andare in Paris questi mesi passati.... Se allora il re voleva procedere contro il dura lo poteva l’are, perchè poteva farlo ritenere et castigarlo: et se l’avesse morto et fattolo gittare fuori di una finestra, niuno haveria detto alcuna cosa et tutto era finito. Se anco dubitava di sollevatone del popolo con ritenerlo, poteva far prova come si fosse mossa la città.... Però fece male il re non facendo questo allora, che ognuno l’haveria laudato; ma foggi fuori di Paris et abbandonò la sua città regia, et so n’andò come sapete in Orliens. Hora è successo questo terzo atto, ch’essendo il duca suddito et il re padrone, può il re far quello che li par contro i suoi sudditi, ch’a niuno ha da render conto. Ma dopo rinconciliato il re col duca, affidatolo cumunicando con lui tutto quello che passava, il mandarlo a chiamare nella sua camera et esso andarvi confidentemente, farlo ammazzare dinanzi agli occhi suoi, poi non lo potemo laudare, perchè questo non è atto di giustizia ma homicidio; doveva ritenerlo, far processo et poi far quello che li fosse piaciuto perchè è re, e con l’autorità delle leggi, con li modi ordinarj della giustizia tutto era ben fatto. Se s’havesse veduto alcuna sollevazione, si poteva allora farlo morire tumultuariamente (cioè con procedura sommaria); ma farlo morir come ha fatto è stato peccato, et è stato homicidio et non giustizia, et a noi duole che il re abbia fatto questo peccato».

È ovvio quanto rimanesse complicata la questione coll’uccisione del cardinale di Guisa. Il papa contestò al re il diritto di procedere, senza il consenso della S. Sede, contro un membro del Sacro Collegio, quand’anche non fosse stato un procedere senza forma, senza giudizio, contrario alla leggo. «Se il re haveva alcuna minima querela contro di luì, perchè non ce lo far intendere? che noi l’haveriamo qui in Roma et non l’havessimo lasciato partire, et così si haverìa rimediato ad ogni cosa; et se il cardinale non fosse venuto, noi come inobbediente l’haveressimo privato del cardinalato, et il re poteva far ciò che li piaceva». Le lettere del cardinale di Joyeuse descrivono l’alterco seguito tra esso e il papa. «Ayant allumé ma colér par la sienne, il