Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/127

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rassegna bibliografica 123

grandissimo dispiacere per il servizio della Serenità Vostra, perchè sebbene la Santità sua haveva quella severità de natura, si poteva nondimeno, por la buona sua voluntà verso la Serenissima Repubblica, sperar con il tempo e con la destrezza, ogni buon esito delli negoti suoi».

Delle disposizioni della corte di Madrid rende conto un dispaccio dell’ambasciator veneto Tommaso Contarini di 22 settembre. «La morte del pontefice, quanto più si considera, tanto più si gusta in questa parte, parlando ogn’uno con tanta libertà, quanto che essendone ragionato con poco rispetto, stimandosi che non possa succedere alcuno nel pontificato, che non sia men contrario alli pensieri di questa corona, et che non favorisca più la parte della Lega di Francia».

VIII. La presente succinta esposizione delle relazioni di Sisto quinto coi partiti politico-religiosi di Francia, nell’epoca dopo lo guerre inglesi più funesta e gravida di maggiori pericoli pel regno, si è ingegnata di far conoscere al lettore il contenuto più notevole della parte più importante dell’opera del barone Hübner e dei documenti alla medesima aggiunti. I particolari dei fatti e delle considerazioni, cui essi danno luogo, siccome è naturale, non possono ricercarsi se non nel testo e nel bel codice diplomatico che gli serve di corredo. L’attitudine da Sisto quinto presa negli affari della Lega, nel suo insieme era ben nota, e il conte d’Olivares è un gran personaggio presso tutti gli storici del papa. I nuovi documenti però, quanto numerosi giudiziosamente scelti, palesano maggiormente i reconditi pensieri e gli intimi motivi del papa, mentre servono a corroborare ciò che si sapeva dei maneggi degli agenti spagnuoli a Parigi, del Mendoza, del Tassis e d’altri. Più che non ha fatto, l’autore avrebbe potuto servirsi di fonti francesi contemporanei, benchè esso possa obiettai, aver voluto comporre non la storia della Lega ma quella di Sisto quinto. Mi rincresce però che il barone Hübner non abbia giudicato opportuno, anzichè di rompere il filo della narrazione colla morte del papa, di esporre almeno succintamente lo sviluppo della crisi sin alla riconciliazione di Enrico IV colla Chiesa, a mio giudizio complemento necessario dell’opera rimasta come in tronco. Era preceduta alla morte del papa