Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/129

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rassegna bibliografica 125

solo pel re, anche per Clemente VIII la riconciliazione era politica necessità. Solo col ritorno nel grembo della Chiesa, Enrico IV poteva guadagnarsi stabilmente l’opinione moderata vie più rinforzata, la quale non disgiungeva l’attaccamento alla fede cattolica dall’adesione alla legittima successione; solo con tal ritorno gli veniva fatto di sciogliere la Lega. Solo col riconoscere il re legittimo, il papa assicurava la posizione del cattolicismo in Francia, mantenuto in tal modo sul terreno cattolico un contrappeso alla potenza spagnuola anche pel pontificato minacciosa. Malgrado i vacillamenti, tale era stato il pensiero fondamentale di Sisto quinto.

Fermiamoci un momento ancora, per raffigurarci quest’uomo, straordinario quanto la di lui vita. Nella magnifica cappella del Presepio, da lui aggiunta alla basilica di Santa Maria maggiore, Sisto quinto giace sepolto dirimpetto al pontefice che gli schiuse l’arringo, S. Pio V. I rilievi del vasto monumento rappresentano vari fatti del di lui regno, tra i quali i soldati che corrono con teste di briganti recise sono ornamento stranissimo d’un pontificio sepolcro. Nel centro vedesi la statua del papa, in ginocchioni, il capo alquanto abbassato, le mani giunte. Non è di scultura insigne, ma vera e viva; vediamo il «cordelier qui est en très-bon prédicament», quale l’ambasciatore francese lo fece conoscere al tempo del conclave, allorquando all’infuori di Roma poco si sapeva di lui. Giovanni Gritti ambasciator veneto, cui spesso incontriamo nei volumi del suo collega tedesco del decimo nono secolo, ci ha lasciato un buon ritratto del papa. «È di carne bruna, di statura mediocre, con barba castagna, e la vita, come affermano, tutta coperta di pelo. Ha guardatura sicura, e discerne così bene senza occhiali, che subito giunto in Concistoro con una sola fissata d’occhi s’accorge chi vi è e chi manca.... Ha natura collerica e sanguigna, onde s’accende di sdegno con grand’impeto: vero è che facilmente s’acquieta» (Relazioni Ven. II, 4, 340). «Se i pensieri continui e molto più la collera non lo molestassero assai, tali sono le parole di Lorenzo Priuli, tornato da Roma nell’anno secondo di Sisto quinto (ibid., 310), si potria credere che dovesse superare gli anni di papa Gregorio. Ma mette gran pensiero alle cose, si affeziona, si affligge, e