Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/265

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rassegna bibliografica 261

laci tradizioni, e squarciare il velo di molti fatti ignorati o per timore o per malizia taciuti. Come a questi intendimenti risponda il codice diplomatico angioino, edito dal signor Del Giudice fanno fede i due primi volumi, che abbiamo oggi ad esaminare, nei quali s’illustra, con documenti editi ed inediti, la storia della fondazione della monarchia angioina nel reame delle due Sicilie, dal tempo della discesa di Carlo conte di Provenza in Italia fin poco dopo il supplizio di Corradino.

Il primo volume contiene centoventi documenti, dal 5 gennaio 1265 al 15 aprile 1267; e il secondo, novantacinque documenti, dal marzo 1267 al 27 dicembre 1268; disposti per ordine cronologico, e ampiamente illustrati con molti altri che l’editore riferisce nelle annotazioni a pie di pagina, e nelle appendici in fine di ciascun volume1. E qui occorre un’osservazione. Il maggior pregio delle grandi raccolte diplomatiche deriva loro dal numero e dalla qualità dei documenti che vi si contengono, e dalla correttezza del testo, meglio che da qualunque commento illustrativo; ma, quando sembri opportuno di aggiungervi note e dichiarazioni, vogliono esser fatte (o ch’io m’inganno) in modi) sobrio, e col solo intendimento di chiarire i luoghi oscuri o dubbi, e di fornire al lettore riscontri e indicazioni atti a rendergli più facile e più profittevole lo studio dei documenti: debbono insomma non dipartirsi dal campo della critica diplomatica. Cosi è da riputarsi grandemente proficuo, e meno d’ogni altro fallace, il metodo del signor Del Giudice d’illustrare i documenti con altri documenti; ma mi permetta il dotto editore di non credere egualmente opportuno il divagare ch’egli fa talora oltre questi limiti, allargandosi in dissertazioni e in giudizi sopra gli uo-

  1. Il primo volume ha due Appendici: la prima delle quali contiene ventisette documenti del tempo dei Normanni; la seconda, otto documenti relativi a Carlo conte di Provenza e a sua moglie Beatrice, anteriormente alla conquista di Sicilia, e uno statuto per le castella del regno di Napoli, del 1269. Due Appendici ha pure il secondo volume: la prima, di ventisette documenti relativi ad Arrigo di Castiglia, Corrado di Caserta, Riccardo di Rebursa e ad altri partigiani svevi; la seconda, di tre documenti relativi alla fine di Corradino, e di undici, riferentisi alle inquisizioni contro eli eretici.