Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/308

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304 rassegna bibliografica

gelosi, De’ suoi viaggi prese usata coi novatori, che allora interpretavano in maniera diversa le sacre scritture, e principalmente collo spagnuolo Valdes, che a Napoli aveva guadagnato molti anche insigni e savi, magnificando i meriti della redenzione, quasi il credere a questa rendesse inutili le opere. Io ebbi a parlarne a lungo e forse con qualche novità negli Eretici d’Italia1, e narrai come, processato dall’Inquisizione nel 1546, riusci a farsi assolvere; come pure una seconda volta, mentre stava in Francia, condannato in contumacia, seppe ancora ottener l’assoluzione.

Allora egli era molto appoggiato non solo da donna Giulia Gonzaga duchessa di Trajetto e dalla Corte toscana, ma da gran prelati e dal papa stesso, ed egli racconta come, in una grande adunanza di duchi, cardinali, dame, il papa lo salutò benignamente e gli disse di «star di buona voglia, che le sue cose passerieno bene. Il che fu reputato tanto maggior favore, quanto che fu in pubblico, e non procacciato da esso». Ma cresciuti gl’indizi, Pio V con viglietto autografo lo richiese al duca Cosimo, che glielo consegnò.

Che che si dica dell’impenetrabile secretezza della S. Inquisizione, il processo allora fattogli fu veduto dal padre Laderchi, che, nella continuazione del Baronio, ne produsse qualche parte, cum cuncta contro, Carnesecchium originatia diligentissime, nec semel revolverimus. Riccardo Gibbings, che avea fatto una copiosa raccolta di documenti intorno all’Inquisizione2, stampò una relazione sul processo e il martirio di Pietro Carnesecchi.

  1. La mia non è Storia della Riforma, come ad alcuno rimprovera il sig. Giacomo Manzoni, e come sembrano accennare i titoli dati ai vari volumi della traduzione francese. L’opera mia abbraccia molto più lungo temilo, e arriva fino al nostro.
  2. Negli avvenimenti del 1849 furono tolte moltissime carte all’uffizio della S. Inquisizione di Roma. Gli abbia sottratti un italiano durante la rivoluzione, o un francese durante l’occupazione, fatto è che da 77 volumi furono da un ufficiale francese venduti al duca di Manchester e da questi per 500 lire sterline al ministro protestante R. Gibbings, il quale ne fece tre pubblicazioni: Were heretics ever burned alive at Rome? A report of the proceedings in the roman Inquisition against Fulgenzio Manfredi, taken from the originai manuscript brought from Italy by a french officer. Londra 1852. - Records of the roman Inquisition; case of a minorite friar,