Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/321

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rassegna bibliografica 317

crollò. Carlo Magno spezzò i ducati in contadi, solo lasciando più forti i conti delle marche (marhgraf, marchesi) cioè dei confini; e tale fu la marca del Friuli, detta anche di Verona o di Treviso, secondo le vicende. Inoltre dominii minori erano concessi in feudo a favoriti e benemeriti in pace e in guerra. E conti e marchesi e feudatari profittavano della debolezza degli ultimi Carolingi per allargar la propria autorità e renderla ereditaria. Fra que’ feudatari v’avea molti ecclesiastici, che allora usurparono od ottennero, in prima, che le chiese e i beni loro restassero immuni dalla giustizia dei magistrati regi. Crebbero di pretensioni e di acquisti sotto i re e gl’imperadori italiani e borgognoni, e si trovarono potentissimi quando Ottone I unì la corona d’Italia a quella della Germania. Per reprimere i conti e i vassalli, egli consentì piena immunità ai vescovi, sicché non solo avessero propria giurisdizione, ma esercito proprio, e anche titolo di conti.

Si hanno tali concessioni al vescovo di Belluno, la qual città, come altre, allora acquistò la libertà comunale, e a poco a poco la crebbe, togliendo sempre nuovi brani d’autorità dalle deboli mani de’ vescovi, e costituendo il Comune dei nobili (militi), che si sostituì poi affatto al vescovo-conte.

Non ebbe ragione Giuseppe Ferrari di credere che verso il 780 le quattro primarie famiglie di Belluno avessero già costituito il Comune. Esse non aveano che ottenuto dal vescovo Giovanni privilegi, che andarono ampliando e che estesero alle 60 famiglie da loro derivate, che nel 1300 formavano il consiglio de’ nobili.

Il vescovo Giovanni reggeva il comitato di Belluno come feudatario dell’imperatore, e lo spartiva ai feudatari minori che gli rendevano omaggio in pace, servizio in guerra, assistenza ne’ giudizi: e un d’essi era scelto come avvocato, visdomino, visconte per capitanar l’esercito, invece del vescovo.

Forse egli è nato nel 920; eletto vescovo nel 963, visse fino al 99, cioè 80 anni di vita, 36 di vescovado.

Come n’aveva facoltà, edificò mura e castelli e torri, ampliò il territorio bellunese, s’impossessò di molte terre del trevisano e del cenedese, si spinse fino al castello di Montebelluna, e nel Trentino fino all’Adige, non sappiamo con qual