Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/332

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328 rassegna bibliografica

di Santa Maria delle Grazie e per la porta del Castello di Milano per li prezzi come ivi.

Le colonne spedite a Vigevano servirono certamente ai lavori che Bramante vi condusse per ordine del Moro. Precipuamente egli ampliò la Piazza e la decorò di portici colonnati, ed inoltre operò nel Castello aggiungendovi le due ali che cingono il cortile della colombara e le scuderie e la bellissima torre dell’orologio. Abbiamo una lettera del 4 marzo 1494 di Giacobo Pusterla castellano di Pavia al Duca, che lo avverte essersi colà recato Bramante per ricavare alcuni desegni ne lo orologio che è in questa libreria (cioè il celebre planisferio di Giovanni Dondio padovano, portato poi da Carlo V in Ispagna) per ornare uno certo cielo d’una camera ad Vigevano. Quanto poi alle opere nel Castello di Milano, noi sappiamo che a Bramante era stata commessa per questo la costruzione della porta con una torre al disopra, ed eragli stato commesso (come benissimo ricorda il Pagave) lo accrescere qualche fortificazione al Castello, ove alcun anno prima certo ancora poco noto Giovanni da Milano (forse Zovanino de la Porta) edificava la Rocchetta con un elegantissimo cortile, e Bramante vi aggiungeva una via coperta con una porticella la quale serviva di passaggio dalla roccha alla città (Cesariano).

Il grande ospedale e la fabbrica del Duomo di Milano pure giovavansi intorno a quest’epoca della scienza di Bramante. Vuoisi ch’egli nello Spedale elevasse la cupola all’incrociamento dei quattro bracci e il portico a destra nel gran cortile, al che probabilmente si riferisce l’annotazione che si trova in quei libri di amministrazione alla data del 16 settembre 1485, di lire 12, soldi 5, denari 6 dati m. Bramanti depintori ’prò desegnio dicti hospitalis dato ambasatori venetorum. E pel Duomo egli veniva nell’anno 1491 consultato pell’elevazione della grande cupola col Cesariano e con un M. Pietro da Gorgonzola, il qual era un Brambilla dei Carminati ingegnere ducale e della Comunità di Milano, idraulico eziandio reputatissimo e ricercato quindi nel 1493 al Duca dal Signore di Bologna perchè gli tracciasse un canale simile a quelli del Milanese. (Vedi Muoni, Melzo ec., pag. 171).