Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/411

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DELLE ANTICHE RELAZIONI

FRA

VENEZIA E RAVENNA


Capitolo V.

Crociata contro Ezzelino da Romano. I Veneziani contrastano ai Ravennati il possesso delle ripe del Po.


Guerra contro Ezzelino da Romano impresa dai Veneziani e condotta da Filippo Fontana arcivescovo ravennate. — Dell’indole dell’arcivescovo Filippo, de’suoi costumi e di alcuni strani casi della sua vita. — Difende contro ai Veneziani le sue ragioni sulle ripe del Po. — Di un antico patto (inedito) pel quale dovea esser libera la navigazione del Po (1177). — De’ cinque maliziosi accorgimenti che secondo il Salimbene ebbero i Veneziani in un trattato coi Ghibellini di Ravenna per edificare un castello sul Po. — Parole del Podestà di Ravenna su questo negozio. — Come a suo avviso i Ravennati vivessero nell’abbondanza. — Guerra coi Veneziani e disfatta dei Ravennati. Questo fatto è taciuto dagli storici. — Trattato III fra Ravenna e Venezia nel 1251 (inedito). Dichiarazione dei capitoli. — Si determina la quantità delle merci e delle derrate necessarie al contado ed alla città di Ravenna che rinuncia a’ suoi commerci in favore dei Veneziani. — Il castello di Marcamò. — Il Vicedomino veneziano in Ravenna. — Deposizioni di due testimoni interrogati in Chioggia quarantasei anni dopo sulla edificazione del castello e sulla guardia che già faceva ab antico una galera veneziana presso S. Alberto, acciò non passassero merci contro ai bandi del doge di Venezia (inedito). — Le angherie dei Veneziani divengono incomportabili. — Nella carestia del 1268 Venezia non trova in Italia chi l’ajuti. — Si vendica impacciando i commerci degli altri Italiani. — I Bolognesi murano un castello sul Po. — Assaliti dai Veneziani, menomati dalle febbri e dal disagio degli insetti, si obbligano ad atterrare il castello ed a rispettare il Vicedomino ed il vessillo dei Veneziani in Ravenna. — Giudizio del Salimbene sopra i Veneti suoi contemporanei e di quanta rovina fossero le violenze de’ loro mercanti. — Pasio della Noce è chiamato in Ravenna a stabilirvi uno Studio di leggi.


[I Veneziani e l’arcivescovo di Ravenna contro Ezzelino.] I. Non avea l’Italia capitano più esperto, principe più accorto, animo più indomabile di Ezzelino da Romano nella metà del secolo terzo decimo; ma perchè nello incrudelire superò per modo tutti gli altri tiranni che