Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/443

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rassegna bibliografica 437

ed angioini, ha riletti e confrontati i cronisti, riandando a passo a passo le orme del Bernhardi, per mettere alla prova de’ documenti l’edifizio da lui innalzato con tanto studio e fatica. E fatica grande ed anzi maggiore, debbe esser costato il lavoro del napoletano, poiché sempre è più facile il distruggere e il negare, che l’affermare provando. Anche il metodo da lui scelto è ottimo. L’argomento che campeggiava nella critica del dotto forestiero, era che le cose dette dallo Spinelli fossero taciute nelle altre memorie contemporanee, o non consentissero con quelle, ed a questo effetto aveva messo ad esame, a tortura anzi, i libri stampati che discorrono di que’ tempi. Ora per difendere il cronista pugliese, bisognava specialmente provarle veridiche per mezzo di documenti, dove l’occhio del tedesco non aveva potuto arrivare. E perciò, lo diciamo senza adulazione, una risposta efficace al libro di lui, non poteva farsi altro che in Napoli, e da persona versata nella storia del regno, come appunto è il Minieri Riccio.

Sarebbe impossibile determinare, per così dire, il momento, quando nella mente dello studioso di Berlino si affacciò l’idea che i Diurnali dello Spinello fossero una contraffazione. Veramente il concetto non potè scendere in lui a priori, avanti di avere preso in esame quel libro. Ma è cosa evidente, che innamoratosi di quella, che a lui dovette parere una rivelazione o una scoperta, ha diretto ogni sforzo della sua erudizione e del suo ragionamento a provarla vera, e da ogni parte ha creduto di scorgerne le prove. È un giudice, convinto in buona fede che ha dinanzi un colpevole, e vede in ogni sua parola, in ogni atto, la testimonianza del delitto. Armato di una larga erudizione, e di molta pratica degli storici e de’ libri a stampa relativi ai tempi compresi nei ricordi dello Spinello, sottomette il suo testo, paragrafo per paragrafo, ad un’indagine argutissima, e da tutto deduce ragioni per la sua tesi. Le cifre degli anni non rispondenti ai fatti, le particolarità storiche non sapute da altre fonti, il silenzio di fatti raccontati da altri scrittori, certe minime differenze nei particolari; tutto è messo a carico dello sciagurato libro e lo mostrano artefatto. Per trovarlo in fallo, lo mette a confronto con autori moderni, pur ch’essi sieno;