Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/444

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438 rassegna bibliografica

a quelli e non a lui, se discorda: se concorda, allora è manifesto ch’egli è il copiatore. Secondo il critico, il fondamento della falsificazione fu il vecchio Villani, copiatore per que’ tempi di Ricordano Malespini; ma quando lo Spinello non confronta col Villani, allora è segno che si fece parlare differentemente perchè il plagio non si scoprisse. Suppone del Villani una edizione diversa dalla volgata, e crede possa esser quella del 1537, che però confessa non avere esaminata. Mette per massima che il falsario dovesse ignorare le croniche dello Iamsilla, del da Curbio e di Saba Milaspina, perchè ai suoi tempi erano inedite; crede fermamente però che egli avesse in mano quella di Lorenzo Buonincontri, i cui manoscritti confessa egli stesso essere assai rari. Tutto insomma, argomenti negativi ed affermativi, congetture, supposizioni, confronti, dubbi, il possibile e l’impossibile, il vero e il falso, la scienza e l’ignoranza, tutto per suo giudizio, concorre a dimostrare che i ricordi dello Spinello sono falsi, Alla sua volta l’erudito di Napoli seguita a passo a passo il discorso del Bernhardi, confutandolo: ora col confronto di altri scrittori o più spesso col mezzo di documenti, provando che il racconto dello Spinello è veridico; ora mostrando che le contradizioni sono apparenti, e che il testo fu male inteso; ora scoprendo i passi intrusi, le lacune e gli arbitrii dei copiatori, che dell’antica scrittura avevano fatto in molti luoghi una sfinge.

Que’ privilegiati, che sentono in loro la curiosità della erudizione, e sanno leggerne i libri senza noia, anzi ritraendone diletto maggiore di quello che altri provi fantasticando sulle scritture che muovono l’immaginazione, faranno bene a mettersi davanti senz’altro il libro del Minieri Riccio, in cui troveranno, assieme colla confutazione, riferita, nelle parti essenziali, la critica del Bernhardi. Il farsi altrimenti una immagine compiuta di questa erudita battaglia, che, per dir così, si compone di una serie di piccole scaramuccie, è cosa assai malagevole. Pure occorrerà che ne sia data qui almeno una idea, per comodo di coloro che non avranno né voglia tempo di applicare alla lettura di più che duecento pa| di stampa fitta, tutta intersecata di citazioni e di brani di documenti.