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Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/122

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102 l'etimologia e la storia arcaica

L’esser tenacemente ligia all’impero e il mettere per esso di continuo a repentaglio le sue fortune, era caratteristica spiccatissima di questa famiglia[1]. Di ciò vengono a fornirci le prove anche due diplomi, l’uno del 1205, l’altro del 1200, coi quali a Napoleone stesso, a fratelli, a cugini, si restituirono, con parole di alta lode, ciò che ben bisogna supporre fosse stato lor tolto[2]. E i medesimi sentimenti aveva professato la generazione antecedente con Rainaldo e con un altro Napoleone, padre e zio del personaggio di cui s’è parlato[3]. Io non ho la sicurezza che Napoleone fosse sempre vivo, quando, sul declinare del 1185 dimorò in Coccorone per dieci giorni almeno il Barbarossa[4], che di colà datava un privilegio in favore del vescovado d’Ascoli[5] e i diplomi coi quali erano riammesse alla sua grazia duo terre che avevano provato il rigore delle sue vendette: Matelica[6] e Spoleto[7]. A lasciar adito al dubbio son costretto dal vedere che in due di queste carte è nominato tra i testimoni! Rainaldo[8] - morto del resto di sicuro anche lui avanti il dicembre del 1200[9] - in nes-

    supporre un diploma di Federico del maggio 1219 (Ficker, n. 267), col quale uno di questi medesimi castelli - S.ta Maria de Laurentio - fu «concesso e restituito» a Napoleone ed eredi: diploma che ebbe ad essere confermato nel 1240 (V. Regesta Imperii, 1198-1272, p. 552, n. 3132), ossia dopo i fatti di Gregorio. E di vicende anteriori ancora, mi faccio a parlar subiti).

  1. Vedasi ciò che dice in proposito anche il Ficker, Urk., in calce al suo n. 206.
  2. Ficker, Op. cit., n. 210* e 206. Questi documenti, ignoti al Dorio, servono in parte a confermarne, in parte a correggerne le indicazioni genealogiche.
  3. V. Dorio, p. 104-105.
  4. Avvertirò qui che mezzo secolo dopo, nel 1240, il castello ebbe anche l’onore di ospitare Federico II, dal 10 al 13 febbraio. V. Regesta Imperii, p. 524.
  5. 18 settembre; Ughelli, Italia Sacra, I, 458 nell’ed. Coleti.
  6. 24 sett.; Ficker, Op. cit. n. 161, frantendendo qui nell’indicazione del contenuto il «Cucurionem» per «Coccorano», che sarebbe una località nelle vicinanze di Fano, donde Federico datò altri atti nel 1177.
  7. 27 sett.; Ughelli, t. cit., 1261. Delle tre carte questa sola è nota al Dorio, che, non avendo, si vede, badato al «v.» che precede il «kal. Octobris», le assegnò la data del primo d’ottobre. Ed è suo arbitrio l’aver fatto che la concessione avvenga anche, e anzitutto, a istanza dei due fratelli conti di Coccorone, mentre il documento porta solo «ad preces dilecti nostri Ducis Spoleti».
  8. Nelle due pubblicate dall’Ughelli.
  9. Se non fosse morto, non sarebbero i figliuoli che ci verrebbero innanzi nel diploma del 1200. Che il nome suo non sia ivi preceduto da un