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194 rassegna bibliografica

Possa l’egregio erudito darci presto questi nuovi saggi della sua attività; la storia di Venezia attende ancor molto da lui; ed è sperabile non sia lontano il giorno in cui egli possa attendere di proposito all’edizione critica della grande Cronaca del Dandolo. Il prof. M., il quale nel vol. XVII dell’Archivio Veneto diede già un ottimo saggio sulle varianti del codice Marciano Lat. cat. Zannetti 400, è senza dubbio uno dei pochi eruditi che potrebbero condurre a buon fine il difficile lavoro.

Verona.




Girolamo Mancini. Francesco Griffolini cognominato Francesco Aretino. - Firenze, Carnesecchi, 1890. - In 8.°, di pp. 50.

Due Franceschi Aretini ebbe Arezzo nel sec. XV: uno appartenente alla famiglia Accolti, l’altro alla famiglia Griffolini. L’uso d’indicare le persone non dal casato, ma col nome e il soprannome, fece sì che per questi due Franceschi di egual soprannome nascesse una gran confusione. Il Mancini, dovendo nella vita del Valla, che ha già pronta per le stampe, parlare della versione dell’Iliade fatta per due terzi dal Valla e compiuta dal Griffolini, è stato indotto ad esaminare «con maggior latitudine le vicende e l’opera letteraria dell’Aretino.»

Francesco Griffolini nacque da Conte Mariotto di Biasgio Grifolini, uomo che aveva vantaggiosamente commerciato a Buda in Ungheria, e che l’A. dai documenti giudica uomo molto leggero. Mariotto, forse pel dispetto d’essere stato troppo gravato di tasse, partecipò ad una trama per sottrarre Arezzo dalla soggezione dei Fiorentini. Nell’aprile del 1431 i Senesi avevano rotta guerra ai Fiorentini che intanto si trovavano a mal partito nella guerra con Lucca. Alcuni cittadini d’Arezzo avevano fatta una congiura per togliere la loro città dal dominio dei Fiorentini e darla ai Senesi. Ma la congiura fu scoperta, e i congiurati che non erano riusciti a mettersi in salvo furono condannati a morte: e fra gli altri Mariotto1. L’infelice vedova coi figli pare si rifugiasse a Ferrara. Francesco, il quale all’epoca della catastrofe aveva undici anni, frequentò in Ferrara il reputatissimo ginnasio di Guarino Veronese, imparò il greco dal Guarino e da Teodoro Gaza. Da una lettera del Panormita, in cui (secondo l’A.) si parla del Griffolini, si

  1. La relazione di questa congiura fu pubblicata dal sig. U. Pasqui nel nostro Archivio, 1890, V, pp. 3-19.