Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/36

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16 le più antiche carte

Bensì ci conviene tosto osservare che la maggior parte dei nostri documenti appartiene a un’epoca, nella quale la società comunale era già formata, per cui se ci è possibile di riscontrare ancora alcuna delle caratteristiche di quel movimento, non possiamo certamente sorprendere il passaggio dalle vecchie alle nuove istituzioni, sul quale non ci è concesso che di lare delle ipotesi, deducendole all’indole stessa delle condizioni storiche e topografiche di quelle popolazioni.

Non è certamente questo il luogo di esporre le molte e svariate teorie che furono emesse e, con maggiore o minore fortuna, sostenute sulla origine dei Comuni italiani; d’altra parte dobbiamo notare che con criteri assai differenti si deve studiare quel fatto nelle città, formate di tanti e così diversi elementi, e nelle campagne e specialmente nelle montagne, dove l’unica occupazione, come l’unico mezzo di sostentamento, era la pastorizia, accompagnata poi in assai minor grado dalla agricoltura. La popolazione delle montagne non si può radunare in un gran centro; conviene che si distribuisca su un territorio ampio, perchè l’uso dei pascoli si renda agevole e per fruire maggiormente dei pochi terreni coltivati. Si può ritenere quindi che anticamente anche nelle due Pievi la gente fosse sparpagliata nella Valle e formasse dei piccoli gruppi di casolari, abitati da una o più famiglie dello stesso ceppo. Ce ne sono prova le numerose ville di cui erano costituiti i Comuni, i nomi delle quali ora, specialmente in alcuni paesi, appena si ricordano. Ma la comunanza d’interessi e l’usufruire degli stessi territori dovette produrre i primi germi di una associazione, alla quale riusci certamente di fortissima spinta in seguito l’organizzazione religiosa. La Pieve, per la quale in dati giorni si raccoglievano presso la stessa chiesa le popolazioni delle ville circonvicine, è una delle prime forme di un aggregamento che fa sentire vicino il Comune; anzi si può dire senza tenia di errare che la prima circoscrizione comunale nelle nostre montagne è rappresentata dalla Pieve.

Già nei cenni topografici che abbiamo premessi a questa introduzione, abbiamo rilevato come si distribuissero le Comunità; qui ricorderemo in generale che coli’ aumentare degli abitanti, le Pievi si smembrarono; alcuni gruppi di ville fecero parte da sé, prendendo la denominazione di concilium, di universitas, di comunitas e dando a questa il nome della principale