Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/399

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il p. vincenzo marchese 379

religiose, non è qui il luogo di parlare1. Aggiungerò soltanto che il p. Marchese ha anche fama, e meritata, di scrittore elegante, e, così per la lingua come per lo stile, schiettamente italiano. È chiaro, preciso, ordinato: spesso s’innalza a vera e

    di Gentile da Fabriano — Illustrazioni di alcuni dipinti della Galleria dell’Accad. fìorent. — Dei puristi e degli Accademici, lettera a Cesare Guasti — Storie e ritratti di S. Caterina de’ Ricci. Firenze, Le Monnier 1855, 1 vol.

    Gli stessi [ai sopra notati sono aggiunti in questa edizione: il terzo libro della storia di San Marco — Della vita e degli scritti di Luigi Marchese — Allocuzione fatta nell’essere aggregato al Collegio di Filosofia e Belle Lettere della Università di Genova — Discorso per la inaugurazione della Società Ligure di Storia Patria. — Cenni biografici di Carlo Dati. Firenze, Le Mounier 18G0, 2 voi.

    Opere drammatiche di Luigi Marchese. Prato, Guasti, 1863, 2 vol.

    Saggio di conferenze religiose ad uso dei giovani, con altri scritti per la più parte inediti questi sono: Tre dialoghi filosofici — Discorso «Delle arti belle considerate nelle loro attinenze con la poesia e con la musica» — Discorso letto alla Società Ligure di St. Patria nel rassegnare la Presidenza — Dei ritratti di Raffaello Sanzio — Del Cattolicismo nella vita sociale — Due povere cieche del secolo XIII. Racconto Genova, Tip. della Gioventù 1864, 1 vol.

    Ultimi scritti [Delle benemerenze di S. Tommaso d’Aquino verso le Arti Belle (pubbl. a parte nel 1874) — Le virtù ad una gita di piacere — Il Camposanto: pensieri — Scritti vari di Belle arti (tra i quali è notevole la risposta mandata nel 1867 al Ministro dell’Istruzione che l’aveva interrogato sulla riforma delle Accademie di belle arti) Siena, tip. S. Bernardino 1889, 1 vol.

    La storia di S. Marco e la Vita dell’Angelico furon pubblicate anche in una bellissima edizione, adorna di molte incisioni, stampata a Prato dal Passigli (Firenze, presso la Soc. Artist. 1853, 1 vol. in fol.); e così pure le illustrazioni all’Accademia di Belle Arti (1845, 1 voi. in fol.)

  1. Non posso tralasciar di ricordare lo scritto «Del Papa Angelico nel Medio evo e del Veltro allegorico della Divina Commedia » non solamente perchè in quello si conforta di buone ragioni l’opinione (che a me, del resto, par così poco probabile) che il Veltro sia Benedetto XI; ma più specialmente perché il P. Marchese è stato (credo) il primo a vedere una relazione tra il Veltro Dantesco e il Papa Angelico profetato e sperato nel Medio evo. Se questa credenza in un Papa santo restauratore e riformatore, potesse illustrarsi con documenti più numerosi di quelli trovati dal Marchese, è certo che l’opinione di chi nel Veltro ha visto un Pontefice, parrebbe più provata e sicura.