Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/433

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rassegna bibliografica 413

dopo la quale pare che i Cristiani con lui ritornassero in Gerusalemme (Epiph. De mens. c. 15), e in Gerusalemme apparisce Simeone nel racconto del martirio suo sotto Traiano, presso Egesippo (III 32). E neppure quanto alla testimonianza delle Omilie e Recognizioni Clementine sappiamo consentire col Loening e coll’Harnack, che negano ad esse valore storico; sebbene anche da esse resulti come fatto l’efficacia che esercitò la Comunità di Gerusalemme nella istituzione dell’Episcopato nella Chiesa, alla quale pure il L. crede. Se anche questi scritti pseudo-clementini non risalgono oltre il principio del terzo secolo, è certo però che le fonti loro, cioè gli antichi Κηρύγματα o i Πηρίοδοι Πέτρου rappresentavano Jacopo come vescovo di Gerusalemme, accennavano cioè ad un episcopato monarchico, la cui importanza centrale e per così dire esemplare corrispondeva al presbiterato del sinedrio giudaico. I luoghi delle Omilie e nelle parti del primo libro delle Recognizioni, che non sono se non un rifacimento dei primi 7 libri di quelle «predicazioni di Pietro» sono molti, nè in questo luogo accade di riferirli.

La storia delle dottrine nel periodo primitivo del Cristianesimo è assai più nota e più certa che non sia la storia della Chiesa antica nella sua vita intima, perchè le notizie che abbiamo sono scarse ed oscure, e tanto più perchè l’età e l’autorità storica delle fonti a cui dobbiamo attingere non è sempre concordemente riconosciuta. Onde il lavoro del L., per erudito che sia e per quanto dimostri una larga notizia delle fonti e della letteratura recente, è ben lungi dall’aver risoluto in un modo soddisfacente per tutti il difficile problema storico sulla costituzione primitiva delle comunità cristiane e sulle prime origini dell’episcopato nella chiesa.

Napoli. Alessandro Chiappelli.




Italo Raulich. La caduta dei Carraresi Signori di Padova, con documenti. - Padova-Verona, Drucker e Senigaglia, 1890. In-8.°, di pp. 136.

Il fatto preso a narrare dal sig. Raulich è uno di quelli che fermano più specialmente l’attenzione dello storico. Da un lato vediamo il cessare di un governo principesco, proprio quando le Signorie in tutta Italia si rafforzano; dall’altro vediamo l’affermarsi del nuovo indirizzo politico della Repubblica di Venezia, che comincia a lasciare le conquiste marittime per conquiste di terraferma.

Il R. ha minutamente raccontato questa lotta tra i Signori di Padova e la Repubblica Veneta, che non contenta della vittoria e della conquista Anale (21 nov. 1405), fece poi anche mo-