Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/139

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Polemiche 133


Ancora una per monsignor Rota.


L’Ignorante del Vessillo Cattolico taceva già, in seguito alla mia ultima risposta, da due mesi, ed io lo credeva morto. Quando l’altro ieri vien fuori a farsi sentire di nuovo. Ma solo, pare, per fare testamento. Poiché dice nella conclusione: E così mettiamo fine, o lettore, a questi nostri dialoghi.

Nella stessa conclusione sono ammirabili le parole seguenti: Saremmo pronti a sostenerlo quando ei s’accingesse a rispondere, non con celie, piuttosto che con ragioni, come ha fatto altre volte, ma con sodi argomenti. Leggendole, mi è tornata alla mente una scena di una commedia molto nota al nostro popolo, nella quale un personaggio ridicolo, dopo avere ricevuto al bujo tre buone bastonate esclamò: fuggiamo inosservati.

Monsignor Rota (L’Ignorante del Vessillo Cattolico), col dire che, se cessa, è però pronto a rispondermi, e ciò dopo che in tutta la polemica precorsa non è stato buono di ribattere mai neanche il più piccolo dei miei argomenti e, in faccia ad essi, ha usato la mariuoleria di fare il sordo e di cambiare discorso, fa proprio la figura di Gioppino, che, dopo averne prese tre sulle spalle, dice: fuggiamo inosservati.

Eh! lo sa bene Monsignore, che il suo forte nel combattere la scienza e quelli che ne fanno professione non è nei ragionamenti, ma bensì in altri mezzi tutt’altro che scientifici. E lo confessa egli stesso colle seguenti ultime notevolissime parole del suo articolo: Lasciando noi loro la cura di trovarne il modo per non suscitare col suggerirlo spiacevoli animosità. Pensi però monsignor Rota che un positivista può non solo aver ragione in faccia alla verità, ma anche avere il coraggio di dare la sua vita per difenderla, contro i suoi nemici.