Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/241

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Articoli 235

emisferi: coscienza intelligente e volitiva, con nozioni chiare intorno ai rapporti dell’individuo cogli oggetti esterni, e di questi fa di loro; dal che risulta la intenzionalità delle reazioni motorie; la condotta è regolata dalle circostanze passate, presenti e future, quali le prevede l’individuo in grazia dell’esperienza acquistata. Contrariamente alle due prime forme di coscienza, questa cresce di pari passo col grado zoologico dell’animale, e giunge nell’uomo al suo massimo».

I filosofi del vecchio spiritualismo oppongono alla teoria scientifica suindicata due pregiudizi metafisici. Il primo, che la natura del pensiero in genere (che non è un semplice movimento meccanico) è tale da escludere assolutamente che possa essere la stessa attività o lo stesso muoversi della sostanza nervosa. Il secondo, che la funzione materiale è di molti singoli, mentre l’atto conscio della mente è essenzialmente uno. Per quale via la scienza positiva dimostri che la prima delle suddette due argomentazioni sia fondata sopra una mera illusione è in qualche modo accennato dall’Herzen colle parole: «Noi siamo nello stesso tempo... oggetto e soggetto, ed abbiamo quindi dei fatti cerebro psichici, oltre l’aspetto obiettivo (una forma sui generis di moto molecolare in grembo alla sostanza grigia dei centri nervosi) ancora quello subiettivo (i cosidetti stati di coscienza)». Quanto alla seconda, rimessa in campo nella critica sottoscritta L. F. del fascicolo d’Aprile della Filosofia delle scuole italiane, lo stesso Herzen allude in qualche modo alla ragione che la dimostravano colle altre sue parole: «Noi dividiamo in due grandi classi le maniere onde... siamo impressionati, e teniamo quelle classi ben distinte l’una dall’altra; a ciascuna ascriviamo un’essenza diversa, e dimentichiamo poi che tale divisione... è un artifizio ed una illusione della nostra mente». In proposito fu scritto una volta dall’Ardigò (la formazione naturale nel fatto del sistema solare, pag. 53): «Del mondo della materia si può sapere altro fuori di ciò che è dato dal pensiero? No certamente. Or