Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/261

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Lettere 255

Questa e non altra è la verità vera. Che crispino d’Egitto! Io non sono che un uomo che vuole esser libero: un uomo che odia le tirannie, tanto quelle di sopra quanto quelle di sotto: un uomo, che, essendo fuori di ogni partito, non ha bisogno di venire a transazioni colla coscienza, come troppi di quelli che vi sono impegnati.

9.


Il nostro Sindaco ha ricevuto dall’illustre cittadino onorario di Mantova prof. R. Ardigò la seguente lettera:

Per le onorificenze tanto generosamente decretatemi dagli Eletti della Città di Mantova, annunciate noi e conferite a me personalmente e con commovente cordialità da Lei e dai Rappresentanti della Giunta e del Consiglio Comunale, nella mia stessa casa a Padova, sento il bisogno di rinnovare con questa mia lettera i tanto dovuti e profondamente sentiti miei ringraziamenti.

E lo faccio ripetendo per iscritto, come posso ricordarle, le parole colle quali mi esprimeva nell’indimenticabile incontro.

Signori, mi rincresce che mi accorgo, che non potrò colla parole esprimere quello che sento in questo momento: ma vi assicuro, che nessuna onorificenza, per quanto grande, mi avrebbe fatto tanto piacere quanto questa che ricevo dalla mia Mantova: dalla mia Mantova, dove ho vissuto, amandola tanto, oltre cinquant’anni; dalla mia Mantova, dove ho trovato l’ispirazione per tutto quello che ho potuto fare; dalla mia Mantova, del la quale mi rimangono le memorie più emozionanti della mia vita.

Signori, Vi ringrazio della tanta bontà che voleste avere per me; e Vi prego di farvi interpreti presso i miei Concittadini del sommo mio aggradimento per questa loro