Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/291

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Versi 285

    «Qual fu il pomo autor fatale
All’uom pria di mortal sorte,
Poi d’incendio a Troja, tale
20Tu pur sei di fiamme e morte.»


Berg und Burgen schaun herunter....


    Monti e rocche dalla riva
Si rispecchiano nel Reno;
La mia barca va giuliva
4Nel fulgor del dì sereno.
    Fisso ho il guardo all’ondeggiare,
Al baglior del fiume aurato;
E frattanto in cor m’appare
8Un pensier, che m’ha turbato.
    Lo splendor della riviera,
Che m’arride sì festosa,
Non m’affida. È lusinghiero,
12Ma la morte ha dentro ascosa.
    Care l’onde, e pure infide,
Quale, ahimè, la bella amata,
Che tradisce, mentre ride,
16Dolce parla e dolce guata.


Der Traurige.


    Pietà sente ognuno in core
Al veder pallido e afflitto
Giovincello, che il dolore
4Nello smunto viso ha scritto.
    Invan molle auretta invia
Refrigerio al capo ardente.
Donna ingrata sol potria
8Dar sollievo al cor dolente.