Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/114

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108 canto


12
     e me, che tanto espressamente ha offeso,
vedrá, per lei salvare, a morir giunto.
Di mio fratello insieme, il quale acceso
tanto fuoco ha, vendicherommi a un punto;
ch’io lo farò doler, poi che compreso
il fine avrá del suo crudele assunto:
creduto vendicar avrá il germano,
e gli avrá dato morte di sua mano. —

13
     Concluso ch’ebbe questo nel pensiero,
nuove arme ritrovò, nuovo cavallo;
e sopraveste nere, e scudo nero
portò, fregiato a color verdegiallo.
Per aventura si trovò un scudiero
ignoto in quel paese, e menato hallo:
e sconosciuto (come ho giá narrato)
s’appresentò contra il fratello armato.

14
     Narrato v’ho come il fatto successe,
come fu conosciuto Arïodante.
Non minor gaudio n’ebbe il re, ch’avesse
de la figliuola liberata inante.
Seco pensò che mai non si potesse
trovar un piú fedele e vero amante;
che dopo tanta ingiuria, la difesa
di lei, contra il fratel proprio, avea presa.

15
     E per sua inclinazion (ch’assai l’amava)
e per li preghi di tutta la corte,
e di Rinaldo, che piú d’altri instava,
de la bella figliuola il fa consorte.
La duchea d’Albania ch’al re tornava
dopo che Polinesso ebbe la morte,
in miglior tempo discader non puote,
poi che la dona alla sua figlia in dote.