Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/149

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settimo 143


68
     — Quella donna gentil che t’ama tanto,
quella che del tuo amor degna sarebbe,
a cui, se non ti scorda, tu sai quanto
tua libertá, da lei servata, debbe;
questo annel che ripara ad ogni incanto
ti manda: e cosí il cor mandato avrebbe,
s’avesse avuto il cor cosí virtute,
come l’annello, atta alla tua salute. —

69
     E seguitò narrandogli l’amore
che Bradamante gli ha portato e porta;
di quella insieme comendò il valore,
in quanto il vero e l’affezion comporta;
et usò modo e termine migliore
che si convenga a messaggera accorta:
et in quel odio Alcina a Ruggier pose,
in che soglionsi aver l’orribil cose.

70
     In odio gli la pose, ancor che tanto
l’amasse dianzi: e non vi paia strano,
quando il suo amor per forza era d’incanto,
ch’essendovi l’annel, rimase vano.
Fece l’annel palese ancor, che quanto
di beltá Alcina avea, tutto era estrano:
estrano avea, e non suo, dal piè alla treccia;
il bel ne sparve, e le restò la feccia.

71
     Come fanciullo che maturo frutto
ripone, e poi si scorda ove è riposto,
e dopo molti giorni è ricondutto
lá dove truova a caso il suo deposto,
si maraviglia di vederlo tutto
putrido e guasto, e non come fu posto;
e dove amarlo e caro aver solia,
l’odia, sprezza, n’ha schivo, e getta via: