Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/150

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144 canto


72
     cosí Ruggier, poi che Melissa fece
ch’a riveder se ne tornò la fata
con quell’annello inanzi a cui non lece,
quando s’ha in dito, usare opra incantata,
ritruova, contra ogni sua stima, invece
de la bella, che dianzi avea lasciata,
donna sí laida, che la terra tutta
né la piú vecchia avea né la piú brutta.

73
     Pallido, crespo e macilente avea
Alcina il viso, il crin raro e canuto:
sua statura a sei palmi non giungea:
ogni dente di bocca era caduto;
che piú d’Ecuba e piú de la Cumea,
et avea piú d’ogn’altra mai vivuto.
Ma sí l’arti usa al nostro tempo ignote,
che bella e giovanetta parer puote.

74
     Giovane e bella ella si fa con arte,
sí che molti ingannò come Ruggiero;
ma l’annel venne a interpretar le carte,
che giá molti anni avean celato il vero.
Miracol non è dunque, se si parte
de l’animo a Ruggiero ogni pensiero
ch’avea d’amare Alcina, or che la truova
in guisa, che sua fraude non le giova.

75
     Ma come l’avisò Melissa, stette
senza mutare il solito sembiante,
fin che de l’arme sue, piú di neglette,
si fu vestito dal capo alle piante;
e per non farle ad Alcina suspette,
finse provar s’in esse era aiutante,
finse provar se gli era fatto grosso,
dopo alcun dí che non l’ha avute indosso.