Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/151

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

settimo 145


76
     E Balisarda poi si messe al fianco
(che cosí nome la sua spada avea);
e lo scudo mirabile tolse anco,
che non pur gli occhi abbarbagliar solea,
ma l’anima facea sí venir manco,
che dal corpo esalata esser parea.
Lo tolse, e col zendado in che trovollo,
che tutto lo copria, sel messe al collo.

77
     Venne alla stalla, e fece briglia e sella
porre a un destrier piú che la pece nero:
cosí Melissa l’avea instrutto; ch’ella
sapea quanto nel corso era leggiero.
Chi lo conosce, Rabican l’appella;
et è quel proprio che col cavalliero
del quale i venti or presso al mar fan gioco,
portò giá la balena in questo loco.

78
     Potea aver l’ippogrifo similmente,
che presso a Rabicano era legato;
ma gli avea detto la maga: — Abbi mente,
ch’egli è (come tu sai) troppo sfrenato. —
E gli diede intenzion che ’l dí seguente
gli lo trarrebbe fuor di quello stato,
lá dove ad agio poi sarebbe instrutto
come frenarlo e farlo gir per tutto.

79
     Né sospetto dará, se non lo tolle,
de la tacita fuga ch’apparecchia.
Fece Ruggier come Melissa volle,
ch’invisibile ognor gli era all’orecchia.
Cosí fingendo, del lascivo e molle
palazzo uscí de la puttana vecchia;
e si venne accostando ad una porta,
donde è la via ch’a Logistilla il porta.