Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/167

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ottavo 161


56
     che trovar bisognava una donzella
che fosse all’altra di bellezza pare,
et a Proteo sdegnato offerir quella,
in cambio de la morta, in lito al mare.
S’a sua satisfazion gli parrá bella,
se la terrá, né li verrá a sturbare:
se per questo non sta, se gli appresenti
una et un’altra, fin che si contenti.

57
     E cosí cominciò la dura sorte
tra quelle che piú grate eran di faccia,
ch’a Proteo ciascun giorno una si porte,
fin che trovino donna che gli piaccia.
La prima e tutte l’altre ebbeno morte;
che tutte giú pel ventre se le caccia
un’orca, che restò presso alla foce,
poi che ’l resto partí del gregge atroce.

58
     O vera o falsa che fosse la cosa
di Proteo (ch’io non so che me ne dica),
servosse in quella terra, con tal chiosa,
contra le donne un’empia lege antica:
che di lor carne l’orca monstruosa
che viene ogni díal lito, si notrica.
Ben ch’esser donna sia in tutte le bande
danno e sciagura, quivi era pur grande.

59
     Oh misere donzelle che trasporte
fortuna ingiurïosa al lito infausto!
dove le genti stan sul mare accorte
per far de le straniere empio olocausto;
che, come piú di fuor ne sono morte,
il numer de le loro è meno esausto:
ma perché il vento ognor preda non mena,
ricercando ne van per ogni arena.