Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/201

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canto decimo 195


4
     Se Bireno amò lei come ella amato
Bireno avea, se fu si a lei fedele
come ella a lui, se mai non ha voltato
ad altra via, che a seguir lei, le vele;
o pur s’a tanta servitú fu ingrato,
a tanta fede e a tanto amor crudele,
io vi vo’ dire, e far di maraviglia
stringer le labra et inarcar le ciglia.

5
     E poi che nota l’impietá vi fia,
che di tanta bontá fu a lei mercede,
donne, alcuna di voi mai piú non sia,
ch’a parole d’amante abbia a dar fede.
L’amante, per aver quel che desia,
senza guardar che Dio tutto ode e vede,
aviluppa promesse e giuramenti,
che tutti spargon poi per l’aria i venti.

6
     I giuramenti e le promesse vanno
dai venti in aria disipate e sparse,
tosto che tratta questi amanti s’hanno
l’avida sete che gli accese et arse.
Siate a’ prieghi et a’ pianti che vi fanno,
per questo esempio, a credere piú scarse.
Bene è felice quel, donne mie care,
ch’essere accorto all’altrui spese impare.

7
     Guardatevi da questi che sul fiore
de’ lor begli anni il viso han si polito;
che presto nasce in loro e presto muore,
quasi un foco di paglia, ogni appetito.
Come segue la lepre il cacciatore
al freddo, al caldo, alla montagna, al lito,
né piú l’estima poi che presa vede;
e sol dietro a chi fugge affretta il piede: