Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/210

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204 canto


40
     Non cosí fin salnitro e zolfo puro,
tocco dal fuoco, subito s’avampa;
né cosí freme il mar quando l’oscuro
turbo discende e in mezzo se gli accampa:
come, vedendo che Ruggier sicuro
al suo dritto camin l’arena stampa,
e che le sprezza (e pur si tenean belle),
d’ira arse e di furor la terza d’elle.

41
— Tu non sei né gentil né cavalliero
(dice gridando quanto può piú forte),
et hai rubate l’arme; e quel destriero
non saria tuo per veruna altra sorte:
e cosí, come ben m’appongo al vero,
ti vedessi punir di degna morte;
che fossi fatto in quarti, arso o impiccato,
brutto ladron, villan, superbo, ingrato. —

42
     Oltr’a queste e molt’altre ingiurïose
parole che gli usò la donna altiera,
ancor che mai Ruggier non le rispose,
che de si vil tenzon poco onor spera;
con le sorelle tosto ella si pose
sul legno in mar, che al lor servigio v’era;
et affrettando i remi, lo seguiva,
vedendol tuttavia dietro alla riva.

43
     Minaccia sempre, maledice e incarca;
che l’onte sa trovar per ogni punto.
Intanto a quello stretto, onde si varca
alla fata piú bella, è Ruggier giunto;
dove un vecchio nochiero una sua barca
scioglier da l’altra ripa vede, a punto
come, avisato e giá provisto, quivi
si stia aspettando che Ruggiero arrivi.