Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/217

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decimo 211


68
     Poi che Ruggier fu d’ogni cosa in punto,
da la fata gentil comiato prese,
alla qual restò poi sempre congiunto
di grande amore; e usci di quel paese.
Prima di lui che se n’andò in buon punto,
e poi dirò come il guerriero inglese
tornasse con piú tempo e piú fatica
al magno Carlo et alla corte amica.

69
     Quindi partí Ruggier, ma non rivenne
per quella via che fe’ giá suo mal grado,
allor che sempre l’ippogrifo il tenne
sopra il mare, e terren vide di rado:
ma potendogli or far batter le penne
di qua di lá, dove piú gli era a grado,
volse al ritorno far nuovo sentiero,
come, schivando Erode, i Magi fêro.

70
     Al venir quivi, era, lasciando Spagna,
venuto India a trovar per dritta riga,
lá dove il mare orïentai la bagna;
dove una fata avea con l’altra briga.
Or veder si dispose altra campagna,
che quella dove i venti Eolo instiga,
e finir tutto il cominciato tondo,
per aver, come il sol, girato il mondo.

71
     Quinci il Cataio, e quindi Mangïana
sopra il gran Quinsaí vide passando:
volò sopra l’Imavo, e Sericana
lasciò a man destra; e sempre declinando
da l’iperborei Sciti a l’onda ircana,
giunse alle parti di Sarmazia: e quando
fu dove Asia da Europa si divide,
Russi e Pruteni e la Pomeria vide.