Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/287

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canto terzodecimo 281


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     Acciò l’inganni, in che son tanti e tanti
caduti, non ti colgan, sie avertita,
che se ben di Ruggier viso e sembianti
ti parrá di veder, che chieggia aita,
non gli dar fede tu; ma, come avanti
ti vien, fagli lasciar l’indegna vita:
né dubitar perciò che Ruggier muoia,
ma ben colui che ti dá tanta noia.

53
     Ti parrá duro assai, ben lo conosco,
uccidere un che sembri il tuo Ruggiero:
pur non dar fede all’occhio tuo, che losco
fará l’incanto, e celeragli il vero.
Fermati, pria ch’io ti conduca al bosco,
sí che poi non si cangi il tuo pensiero:
che sempre di Ruggier rimarrai priva,
se lasci per viltá che ’l mago viva.

54
     La valorosa giovane, con questa
intenzïon che ’l fraudolente uccida,
a pigliar l’arme, et a seguire è presta
Melissa; che sa ben quanto l’è fida.
Quella, or per terren culto, or per foresta,
a gran giornate e in gran fretta la guida,
cercando alleviarle tuttavia
con parlar grato la noiosa via.

55
     E piú di tutti i bei ragionamenti,
spesso le repetea ch’uscir di lei
e di Ruggier doveano gli eccellenti
principi e gloriosi semidei.
Come a Melissa fossino presenti
tutti i secreti degli eterni dèi,
tutte le cose ella sapea predire,
ch’avean per molti seculi a venire.