Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/321

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quartodecimo 315


104
     Siede Parigi in una gran pianura,
ne l’ombilico a Francia, anzi nel core;
gli passa la riviera entro le mura,
e corre, et esce in altra parte fuore.
Ma fa un’isola prima, e v’assicura
de la cittá una parte, e la migliore;
l’altre due (ch’in tre parti è la gran terra)
di fuor la fossa, e dentro il fiume serra.

105
     Alla cittá, che molte miglia gira,
da molte parti si può dar battaglia;
ma perché sol da un canto assalir mira,
né volentier l’esercito sbarraglia,
oltre il fiume Agramante si ritira
verso ponente, acciò che quindi assaglia;
però che né cittade né campagna
ha dietro, se non sua, fin alla Spagna.

106
     Dovunque intorno il gran muro circonda,
gran munizioni avea giá Carlo fatte,
fortificando d’argine ogni sponda
con scannafossi dentro e case matte;
onde entra ne la terra, onde esce l’onda,
grossissime catene aveva tratte:
ma fece, piú ch’altrove, provedere
lá dove avea piú causa di temere.

107
     Con occhi d’Argo il figlio di Pipino
previde ove assalir dovea Agramante;
e non fece disegno il Saracino,
a cui non fosse riparato inante.
Con Ferraú, Isoliero, Serpentino,
Grandonio, Falsirone e Balugante,
e con ciò che di Spagna avea menato,
restò Marsilio alla campagna armato.