Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/34

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28 canto


24
     La notte a pena di seguir rimane,
per affrontarsi col signor d’Anglante:
tanto ha creduto alle parole vane
del messaggier del cauto negromante.
Non cessa cavalcar sera e dimane,
che si vede apparir la terra avante,
dove re Carlo, rotto e mal condutto,
con le reliquie sue s’era ridutto:

25
     e perché dal re d’Africa battaglia
et assedio v’aspetta, usa gran cura
a raccor buona gente e vettovaglia,
far cavamenti e riparar le mura.
Ciò ch’a difesa spera che gli vaglia,
senza gran diferir, tutto procura:
pensa mandare in Inghilterra, e trarne
gente onde possa un novo campo farne;

26
     che vuole uscir di nuovo alla campagna,
e ritentar la sorte de la guerra.
Spaccia Rinaldo subito in Bretagna,
Bretagna che fu poi detta Inghilterra.
Ben de l’andata il paladin si lagna:
non ch’abbia cosí in odio quella terra;
ma perché Carlo il manda allora allora,
né pur lo lascia un giorno far dimora.

27
     Rinaldo mai di ciò non fece meno
volentier cosa; poi che fu distolto
di gir cercando il bel viso sereno
che gli avea il cor di mezzo il petto tolto:
ma, per ubidir Carlo, nondimeno
a quella via si fu subito volto,
et a Calesse in poche ore trovossi;
e giunto, il dí medesimo imbarcossi.