Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/65

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

terzo 59


68
     E se forse ti pensi che ti vaglia
combattendo tener serrati gli occhi,
come potrai saper ne la battaglia
quando ti schivi, o l’aversario tocchi?
Ma per fuggire il lume ch’abbarbaglia,
e gli altri incanti di colui far sciocchi,
ti mostrerò un rimedio, una via presta;
né altra in tutto ’l mondo è se non questa.

69
     Il re Agramante d’Africa uno annello,
che fu rubato in India a una regina,
ha dato a un suo baron detto Brunello,
che poche miglia inanzi ne camina;
di tal virtú, che chi nel dito ha quello,
contra il mal degl’incanti ha medicina.
Sa de furti e d’inganni Brunel, quanto
colui, che tien Ruggier, sappia d’incanto.

70
     Questo Brunel sí pratico e sí astuto,
come io ti dico, è dal suo re mandato
acciò che col suo ingegno e con l’aiuto
di questo annello, in tal cose provato,
di quella ròcca dove è ritenuto,
traggia Ruggier, che cosí s’è vantato,
et ha cosí promesso al suo signore,
a cui Ruggiero è piú d’ogn’altro a core.

71
     Ma perché il tuo Ruggiero a te sol abbia,
e non al re Agramante, ad obligarsi
che tratto sia de l’incantata gabbia,
t’insegnerò il remedio che de’ usarsi.
Tu te n’andrai tre dí lungo la sabbia
del mar, ch’è oramai presso a dimostrarsi;
il terzo giorno in un albergo teco
arriverá costui c’ha l’annel seco.