Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/79

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quarto 73


44
     Ruggier, Gradasso, Sacripante, e tutti
quei cavaliier che scesi erano insieme,
chi di su, chi di giú, si son ridutti
dove che torni il volatore han speme.
Quel, poi che gli altri invano ebbe condutti
piú volte e sopra le cime supreme
e negli umidi fondi tra quei sassi,
presso a Ruggiero al fin ritenne i passi.

45
     E questa opera fu del vecchio Atlante,
di cui non cessa la pietosa voglia
di trar Ruggier del gran periglio instante:
di ciò sol pensa e di ciò solo ha doglia.
Però gli manda or l’ippogrifo avante,
perché d’Europa con questa arte il toglia.
Ruggier lo piglia, e seco pensa trarlo;
ma quel s’arretra, e non vuol seguitarlo.

46
     Or di Frontin quel animoso smonta
(Frontino era nomato il suo destriero),
e sopra quel che va per l’aria monta,
e con li spron gli adizza il core altiero.
Quel corre alquanto, et indi i piedi ponta,
e sale inverso il ciel, via piú leggiero
che ’l girifalco, a cui lieva il capello
il mastro a tempo, e fa veder l’augello.

47
     La bella donna, che sí in alto vede
e con tanto periglio il suo Ruggiero,
resta attonita in modo, che non riede
per lungo spazio al sentimento vero.
Ciò che giá inteso avea di Ganimede
ch’al ciel fu assunto dal paterno impero,
dubita assai che non accada a quello,
non men gentil di Ganimede e bello.