Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/105

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decimonono 99


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     Del parer del padrone i marinari
e tutti gli altri naviganti furo;
ma Marfisa e’ compagni eran contrari,
che, piú che l’acque, il lito avean sicuro.
Via piú il vedersi intorno irati i mari,
che centomila spade, era lor duro.
Parea lor questo e ciascun altro loco
dov’arme usar potean, da temer poco.

61
     Bramavano i guerrier venire a proda,
ma con maggior baldanza il duca inglese;
che sa, come del corno il rumor s’oda,
sgombrar d’intorno si fará il paese.
Pigliare il porto l’una parte loda,
e l’altra il biasma, e sono alle contese;
ma la piú forte in guisa il padron stringe,
ch’al porto, suo malgrado, il legno spinge.

62
     Giá, quando prima s’erano alla vista
de la cittá crudel sul mar scoperti,
veduto aveano una galea provista
di molta ciurma e di nochieri esperti
venire al dritto a ritrovar la trista
nave, confusa di consigli incerti;
che, l’alta prora alle sua poppe basse
legando, fuor de Tempio mar la trasse.

63
     Entrar nel porto remorchiando, e a forza
di remi piú che per favor di vele;
però che l’alternar di poggia e d’orza
avea levato il vento lor crudele.
Intanto ripigliar la dura scorza
i cavallieri e il brando lor fedele;
et al padrone et a ciascun che teme
non cessan dar con lor conforti speme.