Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/189

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ventesimosecondo 183


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     Poi seguitò, volendo dar consigli,
com’era usato agli altri cavallieri:
— Fate spogliar la donna (dicea), figli,
e voi l’arme lasciateci e i destrieri;
e non vogliate mettervi a perigli
d’andare incontra a tai quattro guerrieri.
Per tutto vesti, arme e cavalli s’hanno:
la vita sol mai non ripara il danno. —

61
     — Non piú (disse Ruggier), non piú; ch’io sono
del tutto informatissimo, e qui venni
per far prova di me, se cosí buono
in fatti son, come nel cor mi tenni.
Arme, vesti e cavallo altrui non dono,
s’altro non sento che minaccie e cenni;
e son ben certo ancor, che per parole
il mio compagno le sue dar non vuole.

62
     Ma, per Dio, fa ch’io vegga tosto in fronte
quei che ne voglion tòrre arme e cavallo:
ch’abbiamo da passar anco quel monte,
e qui non si può far troppo intervallo. —
Rispose il vecchio: —- Eccoti fuor del ponte
chi vien per farlo: — e non lo disse in fallo;
ch’un cavallier n’uscí, che sopraveste
vermiglie avea, di bianchi fior conteste.

63
     Bradamante pregò molto Ruggiero
che le lasciasse in cortesia l’assunto
di gittar de la sella il cavalliero,
ch’avea di fiori il bel vestir trapunto:
ma non potè impetrarlo, e fu mestiero
a lei far ciò che Ruggier volse a punto.
Egli volse l’impresa tutta avere,
e Bradamante si stesse a vedere.