Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/264

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258 canto


4
     Capitaro in un prato ove a diletto
erano cavallier sopra un ruscello,
duo disarmati e duo ch’avean l’elmetto,
e una donna con lor di viso bello.
Chi fosser quelli, altrove vi fia detto;
or no, che di Ruggier prima favello,
del buon Ruggier di cui vi fu narrato
che lo scudo nel pozzo avea gittato.

5
     Non è dal pozzo ancor lontano un miglio,
che venire un corrier vede in gran fretta,
di quei che manda di Troiano il figlio
ai cavallieri onde soccorso aspetta;
dal qual ode che Carlo in tal periglio
la gente saracina tien ristretta,
che, se non è chi tosto le dia aita,
tosto l’onor vi lascierá o la vita.

6
     Fu da molti pensier ridutto in forse
Ruggier, che tutti l’assaliro a un tratto;
ma qual per lo miglior dovesse tòrse,
né luogo avea né tempo a pensar atto.
Lasciò andare il messaggio, e ’l freno torse
lá dove fu da quella donna tratto,
ch’ad or ad or in modo egli affrettava,
che nessun tempo d’indugiar le dava.

7
     Quindi seguendo il camin preso, venne
(giá declinando il sole) ad una terra
che ’l re Marsilio in mezzo Francia tenne,
tolta di man di Carlo in quella guerra.
Né al ponte né alla porta si ritenne,
che non gli niega alcuno il passo o serra,
ben ch’intorno al rastrello e in su le fosse
gran quantitá d’uomini e d’arme fosse.