Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/336

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330 canto


52
     In abito succinta era Marfisa,
qual si convenne a donna et a guerriera.
Termoodonte forse a quella guisa
vide Ippolita ornarsi e la sua schiera.
Giá, con la cotta d’arme alla divisa
del re Agramante, in campo venut’era
l’araldo a far divieto e metter leggi,
che né in fatto né in detto alcun parteggi.

53
     La spessa turba aspetta disïando
la pugna, e spesso incolpa il venir tardo
dei duo famosi cavallieri; quando
s’ode dal padiglion di Mandricardo
alto rumor che vien moltiplicando.
Or sappiate, Signor, che ’l re gagliardo
di Sericana e ’l Tartaro possente
fanno il tumulto e ’l grido che si sente.

54
     Avendo armato il re di Sericana
di sua man tutto il re di Tartaria,
per porgli al fianco la spada soprana
che giá d’Orlando fu, se ne venia;
quando nel pome scritto Durindana
vide, e ’l quartier ch’Almonte aver solia,
ch’a quel meschin fu tolto ad una fonte
dal giovenetto Orlando in Aspramonte.

55
     Vedendola, fu certo ch’era quella
tanto famosa del signor d’Anglante,
per cui con grande armata, e la piú bella
che giamai si partisse di Levante,
soggiogato avea il regno di Castella,
e Francia vinta esso pochi anni inante:
ma non può imaginarsi come avenga
ch’or Mandricardo in suo poter la tenga.