Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/340

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334 canto


68
     Si fe’ Agramante la cagione esporre
di questa nuova lite cosí ardente:
poi molto affaticossi per disporre
che per quella giornata solamente
a Mandricardo la spada d’Ettorre
concedesse Gradasso umanamente,
tanto ch’avesse fin l’aspra contesa
ch’avea giá incontra a Rodomonte presa.

69
     Mentre studia placarli il re Agramante,
et or con questo et or con quel ragiona;
da l’altro padiglion tra Sacripante
e Rodomonte un’altra lite suona.
Il re circasso (come è detto inante)
stava di Rodomonte alla persona,
et egli e Ferraú gli aveano indotte
l’arme del suo progenitor Nembrotte.

70
     Et eran poi venuti ove il destriero
facea, mordendo, il ricco fren spumoso;
io dico il buon Frontin, per cui Ruggiero
stava iracondo e piú che mai sdegnoso.
Sacripante ch’a por tal cavalliero
in campo avea, mirava curioso
se ben ferrato e ben guernito e in punto
era il destrier, come doveasi a punto.

71
     E venendo a guardargli piú a minuto
i segni, le fattezze isnelle et atte,
ebbe, fuor d’ogni dubbio, conosciuto
che questo era il destrier suo Frontalatte,
che tanto caro giá s’avea tenuto,
per cui giá avea mille querele fatte;
e poi che gli fu tolto, un tempo volse
sempre ire a piedi: in modo gliene dolse.